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Molfétta

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comune in provincia di Bari (25 km), 15 m s.m., 58,32 km², 59.973 ab. secondo una stima del 2007 (molfettesi), patrono: Madonna dei Martiri (8 settembre).

Generalità

Cittadina della Terra di Bari, posta sul litorale a NW di Bari. Il nucleo originario medievale si formò su una piccola penisola, protesa tra il porto a W e il mare aperto, e presenta una pianta a spina di pesce, con strade strette e leggermente ricurve che convergono sul duomo vecchio e sul Palazzo di Città. A S di piazza Mazzini e di corso Dante si estendono i quartieri sorti tra i sec. XV e XVIII; al di là di questi si sono sviluppati altri vasti rioni, che tendono a inerpicarsi sul rilievo murgiano.

Storia

La città sorse in un territorio abitato fin dal periodo neolitico, come attestano i resti di varie stazioni preistoriche (Pulo di Molfetta e Terlizzi). Citata a partire dal 925 con il nome di Melphi e poi Melphict, fu longobarda, bizantina e normanna. Centro molto fiorente sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi, ebbe particolari privilegi, codificati nel cosiddetto “Libro rosso” del 1478. Infeudata ai duchi di Termoli nel 1522, nel 1529 fu devastata dalle truppe francesi. Passò poi ai Gonzaga, cui rimase fino al 1640, ai Doria, agli Spinola e ai milanesi Gallarati-Scotti.

Arte

L'imponente costruzione del duomo vecchio (dedicato a San Corrado), eretto tra la metà del sec. XII e la fine del sec XIII, è il maggiore esempio nella regione di chiesa romanica con tre cupole in asse, allineate sulla navata centrale e rivestite all'esterno da una copertura piramidale; due alti campanili sono ai lati della parete absidale. L'interno, non alterato, presenta curiose anomalie e obliquità nella pianta e armonizza fra di loro elementi bizantini, romanici e arabi. Fra le altre notevoli costruzioni, sono degne di nota la quattrocentesca chiesa di San Bernardino, con un pregevole trittico in legno di Tuccio da Andria (sec. XV), e la cattedrale (dedicata all'Assunta), edificata nel Seicento in forme barocche, dove si ammira un'Assunta di C. Giaquinto, pittore nativo di Molfetta (1703-1765). Presso la spiaggia sono i resti dell'ospedale dei Crociati (1095), con la chiesa della Madonna dei Martiri, del sec. XII ma rifatta nel 1858 in stile neoclassico: dell'edificio originario restano una cupola, parte del transetto e l'abside. Suggestivo è il porto, che sfrutta un'insenatura naturale a W del promontorio su cui sorge il borgo antico.

Economia

Molfetta, compresa nel polo industriale di Bari, basa la sua economia sull'industria, sviluppata soprattutto nei settori alimentare, metalmeccanico, tessile, cantieristico, del legno, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione. Grande importanza ha la pesca, che alimenta uno dei più importanti mercati ittici all'ingrosso d'Italia. L'agricoltura produce prevalentemente ortaggi, olive, frutta e uva da vino; è attiva la floricoltura. Rilevante è inoltre il turismo estivo.

Curiosità

L'8 settembre, in occasione della festa patronale, il simulacro della Madonna dei Martiri viene imbarcato su un peschereccio e portato al largo, accompagnato da imbarcazioni cariche di fedeli, con musiche e scoppi di mortaretti. La città diede i natali allo storico Gaetano Salvemini (1873-1957). Nei dintorni è il Pulo di Molfetta, una profonda dolina lungo i cui fianchi si aprono grotte, abitate nel periodo neolitico.

Preistoria

A 2,5 km verso l'interno si trova l'enorme depressione della caverna franata del Pulo, dove sono state recuperate ceramiche appenniniche. Vicino a questa località, nei fondi Spadavecchia e Azzolini, si sono trovati resti di villaggi neolitici con capanne a pianta circolare e ovale e numerose tombe a pozzetto con scheletri rannicchiati. Tra i materiali vanno segnalati frammenti attribuibili alla corrente culturale della ceramica impressa e altri della facies di Serra d'Alto.