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Montécchio Maggióre

comune in provincia di Vicenza (12 km), 72 m s.m., 30,68 km², 21.061 ab. (montecchiani), patrono: Madonna di Monte Berico (8 settembre).

Cittadina estesa nella bassa valle del torrente Guà; sede comunale è Montecchio Maggiore-Alte Ceccato. Nel territorio sono state rinvenute testimonianze archeologiche romane e longobarde. Fu possesso di Ezzelino III da Romano e nel 1320 passò agli Scaligeri, che vi costruirono due castelli. Passò poi ai Visconti (1387) e infine a Venezia (1404). § L'abitato è dominato da un colle boscoso, con le rovine imponenti e suggestive dei due castelli scaligeri della Villa e della Bella Guardia (che sarebbero stati teatro dei primi romantici incontri tra Giulietta e Romeo), entrambi eretti da Cangrande della Scala nel 1354 su più antiche fortificazioni delle quali sono visibili il mastio e parti delle mura. La chiesa di San Pietro, riedificata nel sec. XVI e in seguito ampliata, conserva statue cinquecentesche e una pala di G. Buonconsiglio. La monumentale villa Cordellina Lombardi (1735-60), di Giorgio Massari, fu affrescata dal Tiepolo. Il duomo è una grandiosa costruzione neogotica del 1892. § Centro industriale attivo e vivace, vede prevalere attività nei settori metalmeccanico, elettrotecnico, tessile, chimico, dell'abbigliamento, della lavorazione dei metalli, del legno, delle arti grafiche, delle materie plastiche, ottico, del mobile e dei materiali da costruzione. L'agricoltura produce cereali, uva da vino, ortaggi, frutta e foraggi; è praticato l'allevamento bovino e suino.