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Montebelluna

comune in provincia di Treviso (21 km), 109 m s.m., 48,98 km², 27.539 ab. (montebellunesi), patrono: Immacolata Concezione (8 dicembre).

Centro situato nella pianura alla destra del fiume Piave, fra i due rami del canale Brentella. Luogo di insediamenti preistorici (necropoli paleovenete), fu abitato in epoca romana (Mons Bellonae) e nell'alto Medioevo fu possedimento dei vescovi di Treviso. Divenuto un fiorente mercato e dotato di privilegi, nel sec. XII fu conteso dal comune di Treviso, in costante lotta con il potere episcopale. Da allora fino alla fine del sec. XIV subì il dominio di varie signorie, finché nel 1389 entrò a far parte del territorio di Venezia, cui rimase fino al 1797. Durante la prima guerra mondiale l'abitato fu quasi completamente distrutto. § La cittadina è dominata dalla secentesca chiesa di Santa Maria in Colle (o duomo vecchio), che conserva il soffitto affrescato da Jacopo Guarana e all'esterno, isolato, un alto campanile. Degne di nota la villa Loredan-van Axel che ingloba i resti dell'antico castello, di cui conserva resti delle due torri e la villa Mocenigo-Biagi (sec. XVII), che ospita il Museo di Storia e Scienze naturali. A testimonianza della tradizionale attività manifatturiera, la villa Zuccareda-Binetti (sec. XVI) ospita il Museo dello scarpone e delle calzatura sportiva. § È uno dei maggiori centri industriali della provincia. Le industrie sono specializzate soprattutto nei settori conciario, metalmeccanico, elettrotecnico, ottico, alimentare, delle calzature, dell'abbigliamento (in particolare sportivo), degli strumenti di precisione, delle materie plastiche e delle arti grafiche. Il settore agricolo è attivo nella produzione di ortaggi, frutta, uva da vino, cereali, foraggi e nella pratica dell'allevamento bovino. Sviluppati il commercio e l'attività logistica, favoriti dalla posizione strategica del paese, nodo stradale al centro di un'importante zona produttiva.