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Montenerodòmo

comune in provincia di Chieti (69 km), 1165 m s.m., 29,98 km², 936 ab. (monteneresi), patrono: san Fedele (24 aprile).

Centro situato fra l'alto corso del fiume Aventino e la media valle del fiume Sangro; è compreso nel Parco Nazionale della Maiella. Popolato da età antichissime, il territorio (e quello attiguo di Torricella Peligna) fu sede della città frentana di Iuvanum, sottomessa da Roma nel sec. I a. C. e trasformata in municipio. Sotto il dominio longobardo fece parte della Contea di Chieti. Verso il Mille appartenne alla casata dei Borrelli; in seguito ebbe numerosi feudatari, finché passò, nel 1656, ai D'Aquino. Subì gravi danni nella seconda guerra mondiale. § Oltre ai resti di mura poligonali, visibili in paese, a poca distanza dal centro, in località Madonna del Palazzo, dove in epoca medievale sorgeva un'abbazia cistercense eretta in gran parte con materiali di recupero dell'antica città, si possono ammirare i resti di età romana di Iuvanum. § L'economia si basa sull'agricoltura e sull'allevamento bovino, con produzione di carne e di latte.