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comune in provincia di Roma (33 km), 521 m s.m., 7,36 km², 1719 ab. (nemesi), patrono: santi Filippo e Giacomo (3 maggio).

Centro sui Colli Albani a dominio del lago omonimo. Fu importante luogo sacro dei Latini e dei Romani; l'imperatore Caligola vi fece costruire, per le cerimonie religiose sul lago, due navi gigantesche, i cui resti, recuperati fra il 1928 e il 1931, sono esposti nel Museo delle Navi Romane. Fu feudo dei conti di Tuscolo (sec. IX), dei cistercensi e dei Colonna. Passato ai Borgia (sec. XVI), fu poi dei Cenci, dei Frangipane, dei Braschi, dei Rospigliosi e infine degli Orsini.Di rilievo il rinascimentale palazzo Ruspoli, con giardini pensili e saloni decorati, e la parrocchiale (sec. XVIII), con un trittico di Antoniazzo Romano. § All'agricoltura tradizionale (cereali, vigneti e ortaggi) si affiancano un'intensa attività di florovivaismo, la coltivazione specializzata di fragole, la raccolta di funghi nei boschi, la produzione di salumi e miele e la lavorazione del legno. Vivace il flusso turistico, stanziale ed escursionistico, sostenuto da buone strutture ricettive, attrezzature ricreative e sportive e da numerosi eventi e manifestazioni.

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