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Nìobe

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Mitologia

(greco Nióbē; latino Niŏbe). Eroina della mitologia greca, figlia di Tantalo, che come il padre peccò di superbia, proclamandosi superiore alla dea Leto (o Latona), in quanto aveva avuto 12 figli (o 14, secondo un'altra tradizione) mentre Leto aveva avuto soltanto Apollo e Artemide. I figli della dea vendicarono l'offesa fatta alla loro madre uccidendoa colpi di freccia tutti i figli di Niobe, che, impietrita dal dolore, si trasformò in una roccia. Una versione più antica faceva di Niobe, figlia del primo uomo, una specie di madre dell'umanità: la morte dei suoi figli rappresenterebbe la sorte mortale dell'uomo e la sua condizione subordinata agli dei.

Iconografia

Il tema della strage dei figli di Niobe (Niobidi) e del dolore della madre è uno dei più elaborati della classicità. Perduto il dipinto di Polignoto e noto solo in fredde redazioni il fregio fidiaco del trono dello Zeus di Olimpia, ci restano numerose rappresentazioni scultoree (la cosiddetta Niobide del Museo delle Terme di Roma e le due statue della Ny Carlsberg Glyptotek, originali del primo classicismo provenienti dagli Orti Sallustiani; le statue ellenistiche degli Uffizi; rilievi di stile fidiaco dell'Ermitage, sarcofagi romani), vascolari (cratere di Orvieto del Pittore dei Niobidi, Parigi, Louvre) e pittoriche (affresco di Pompei, colombario di villa Pamphili). Un gruppo statuario dei Niobidi, secondo Plinio opera di Prassitele o di Scopa, era nel tempio di Apollo Sosiano eretto a Roma nel Campo Marzio nel 32 a. C.

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