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Nuragus

comune in provincia di Cagliari (74 km), 359 m s.m., 19,87 km², 1025 ab. (nuraghesi), patrono: santa Maria Maddalena (22 luglio).

Centro del Sarcidano, situato ai piedi della ripida Giara di Gesturi. Abitato in epoca preistorica, come testimoniano molti reperti archeologici, fu uno degli oppida, sulla strada da Karalis (l'antica Cagliari) a Olbia, ricordati da Plinio il Vecchio. Dal sec. XI fece parte della curatoria di Parte Valenza, nell'ambito del Giudicato d'Arborea, fino alla conquista aragonese (1409). Fu poi infeudato a Giovanni de Sena (1436), visconte di Sanluri, e nel sec. XVI passò alla Contea di Laconi di cui seguì le vicende fino al 1839, anno dell'abolizione dei feudi.§ La parrocchiale di Santa Maria Maddalena, sottoposta a consistenti lavori di restauro durante la seconda metà del Novecento, mostra in alcuni elementi del campanile i caratteri architettonici di gusto gotico-aragonese della costruzione originaria, databile intorno al sec. XVI. All'interno sono begli altari lignei di gusto barocco, dal raffinato intaglio, e un pulpito marmoreo con baldacchino.§ L'economia si basa principalmente sull'agricoltura e sull'allevamento di ovini e caprini (con produzione casearia tipica).§ Nei dintorni sorge la chiesa campestre di Santa Maria 'e Alenza, che conserva un cippo miliare romano che fa da base all'acquasantiera. Il territorio è ricco di resti della civiltà nuragica, tra cui il nuraghe di Santu Millanu, il pozzo sacro di Coni, la “tomba di Aiodda”, un monumento funerario di insolita struttura, e i resti della città romana di Valentia.

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