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Olivétti Ing. C. & C. S.p.A.

gruppo industriale sorto dall'espansione di un'azienda fondata da Camillo Olivetti (Ivrea 1868-Biella 1943) a Ivrea nel 1908, per la costruzione di macchine per scrivere. L'azienda crebbe rapidamente e nel 1930 fu realizzata la prima “portatile”, mentre quattro anni dopo iniziò la produzione delle telescriventi. Adriano, che era subentrato al padre Camillo nel 1933, introdusse innovativi metodi di lavorazione, ponendo così le basi di una intensa trasformazione commerciale e produttiva dell'azienda. Nel 1939 sorse il Centro Olivetti con scopi assistenziali, culturali, ricreativi. Dopo la guerra, l'attività dell'Olivetti si estese anche in altri Paesi con importanti accordi di collaborazione, specie con società americane, e con l'acquisizione della statunitense Underwood, produttice di macchine per scrivere (1959). Frutto di questi investimenti fu nel 1959 la presentazione dell'Elea 9003, il primo calcolatore elettronico progettato interamente in Italia, cui fecero seguito numerosi altri modelli. Dopo la morte di Adriano, una serie di difficoltà finanziarie costrinse l'Olivetti a cedere la divisione elettronica. Gli anni Settanta segnarono per l'azienda una svolta importante: con ingenti investimenti per l'acquisizione di nuove tecnologie e per la riconversione del personale l'Olivetti decideva di puntare tutto sull'elettronica. Il processo di transizione faceva però precipitare l'azienda in una grave crisi finanziaria, per risolvere la quale interveniva, nel 1978, C. De Benedetti che assumeva anche la responsabilità operativa dell'azienda. Questi, completato il processo di riconversione all'elettronica e attuato il risanamento finanziario attraverso successive ricapitalizzazioni, poneva le premesse per un nuovo ciclo di sviluppo volto verso l'informatica. In questi anni venivano lanciati prodotti significativi, come l'Et 10, la prima macchina per scrivere elettronica (1978), e l'M 20, il primo personal computer (1982), e venivano strette intese e alleanze internazionali con le più importanti società del settore informatico e dell'automazione. Agli inizi degli anni Novanta l'Olivetti, intuito il forte potenziale di sviluppo delle telecomunicazioni, costituiva con altri investitori l'Omnitel-Pronto Italia (1994), con l'obiettivo di operare nel settore della telefonia mobile, e poi Infostrada (1995), società di gestione della telefonia fissa. Intrapresa una nuova lunga e onerosa ristrutturazione delle attività, nel 1997 l'azienda di Ivrea firmava un accordo con la società Piedmont International per la cessione della Olivetti Personal Computers e un'intesa con la società tedesca Mannesmann, che dava vita alla OliMan Holding Bv, la holding operativa per la gestione e lo sviluppo degli investimenti dei due gruppi nelle telecomunicazioni in Italia. Venduta anche la divisione sistemi e servizi a un gruppo statunitense, nel 1999 l'Olivetti, unitamente alla controllata Tecnost, lanciava un'OPAS, che le permetteva di acquisire la quota di maggioranza delle azioni di Telecom Italia in cambio della cessione delle sue partecipazioni in Omnitel e Infostrada a Mannesmann, quota che, nel 2001, veniva rilevata da Pirelli e da Benetton. Nel 2003, in seguito a una riorganizzazione societaria, Olivetti veniva incorporata in Telecom Italia, senza per questo rinunciare al marchio originario, rilanciato l'anno dopo come company name della società leader nel settore delle applicazioni verticali in ambito bancario, retail e postale (sono oltre 100.000 le periferiche installate presso gli uffici postali di tutto il mondo) e nei sistemi informatici per l'automazione di giochi a pronostico e lotterie. Nel 2005 è stato ripristinato il marchio Olivetti con la produzione di nuovi prodotti nel campo della stampa digitale e dei dispositivi multifunzione.