Questo sito contribuisce alla audience di

Orsini, Umbèrto

attore teatrale e cinematografico italiano (Novara 1934). Ottenne i primi successi in teatro con la Compagnia dei Giovani e la regia di De Lullo (1957), recitando poi con la compagnia Morelli-Stoppa, con S. Ferrati (Chi ha paura di Virginia Woolf?, 1963) e con G. Lavia per la compagnia del Teatro Eliseo, di cui dal 1980 al 1997 è direttore artistico. Dopo il debutto nel cinema con F. Fellini (La dolce vita, 1959), si affermò in seguito con altri registi fra i quali Visconti (La caduta degli dei, 1969; Ludwig, 1963). Sempre nel cinema ricordiamo: Al di là del bene e del male (1977), Bionda fragola (1980), Il viaggio della sposa (1997), L’inganno (1998), dell'esordiente A. Colizzi, Il partigiano Johnny (2000), tratto dal romanzo di B. Fenoglio. Per il teatro ricordiamo Affabulazione (1993) di P. P. Pasolini con la regia di Ronconi; Un marito (1994) di I. Svevo diretto da Patroni Griffi; l'Otello di Shakespeare ; Il gioco delle parti di Pirandello, entrambi nel 1995 e con la regia di G. Lavia; Vecchi tempi (2004) di Harold Pinter, con la regia di Roberto Andò; Il padre (2005) di Strindberg, con la regia di Massimo Castri. Nel 2007 recita come protagonista in Il Nipote di Wittgenstein di Thomas Bernhard.