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Pòli

comune in provincia di Roma (40 km), 435 m s.m., 21,39 km², 2163 ab. (polesi), patrono: sant’ Eustachio (20 settembre).

Centro sul versante occidentale dei monti Prenestini. Sviluppatosi in epoca medievale, fu infeudato dalla Chiesa ai Colonna (sec. XIII), un cui ramo (Conti di Segni) lo detenne fino al 1808. Passò quindi agli Sforza-Cesarini e ai Torlonia (1820). § Il palazzo dei Conti, del sec. XII, ma modificato nel Cinquecento, presenta uno scenografico androne decorato a grottesca, al quale si accede attraverso una bassa scalinata, fiancheggiata da due fontane ricavate da sarcofagi romani, e un portale monumentale tardorinascimentale; nel cortile vi sono una grande fontana della fine del Cinquecento e la loggia affrescata. A lato della facciata si trova la cappella, decorata con stucchi e dotata di pregevoli opere, tra cui due affreschi, uno del Cavalier d'Arpino e l'altro della sua scuola. Vanno ricordate inoltre la gotica chiesa di Sant'Antonio, ricca di dipinti cinquecenteschi, e la parrocchiale di San Pietro, secentesca, con moderno campanile e un busto marmoreo raffigurante san Carlo Borromeo, della scuola del Bernini. Nei dintorni è la cappella della Pietà (sec. XVI), in cui si riconosce lo stile del Vignola. § L'economia è basata sull'agricoltura (cereali, olive, vite, frutta, legumi e miele) e sul turismo.