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Pòrto (città del Portogallo)

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capoluogo del distretto omonimo (Portogallo), 140 m s.m., 263.131 ab. (2001).

Generalità

Situata sulla sponda destra del fiume Duero, 5 km a monte della sua foce nell'oceano Atlantico, alla convergenza di importanti linee stradali e ferroviarie. Collegata all'antistante Vila Nova de Gaia da due ponti stradali (ponte de Dom Luís, ponte de Arrábida) e uno ferroviario (ponte de Dona Maria Pia), la città si estende ad anfiteatro su due alture granitiche. Tipico porto di foce (come Lisbona), il nucleo antico della città si sviluppò ad anelli concentrici, ma con reticolo irregolare, intorno alla cattedrale, nel vallone che separa i due rilievi; l'espansione della città avvenne in diverse fasi, ma si intensificò a partire dalla metà del Settecento in seguito all'abbattimento delle mura e all'avvio di un nuovo progetto urbanistico cui prese parte l'architetto italiano Nicola Nasoni. Nel 1996 il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Porto è nota nel mondo per l'omonimo vino, cui sono dedicati un istituto e un museo. Sede universitaria dal 1911, nel 2001 è stata capitale europea della cultura. Già Oporto.

Storia

La città ha le sue origini nella romana Portus Cale (poi Portucale, da cui Portogallo), fondata nell'area di un più antico insediamento e nota fin dalla campagna di Pompeo in Celtiberia, nel 73 a. C. Dopo un periodo di dominazione visigota, la città con tutta la regione passò agli Arabi agli inizi del sec. VIII. Nel sec. IX divenne il centro di un'importante attività di ripopolamento cristiano e asturiano. Importante centro commerciale, collegato ai porti nordeuropei e mediterranei, nel 1405 passò sotto la giurisdizione della Corona, sviluppandosi ulteriormente e diventando il più attivo centro portoghese. La vivace sensibilità politica della sua borghesia si manifestò in vari episodi di sommossa (contro gli Spagnoli nel 1628, contro la monarchia assoluta nel 1661, contro il dittatore Pombal nel 1757). Il Trattato di Methuen (1703), legando l'economia portoghese a quella britannica, fece di Porto il principale centro dei commerci (soprattutto dei suoi famosi vini) con l'Inghilterra. Fu per questo la prima città portoghese a reagire contro l'occupazione napoleonica (1805-09), accogliendo come un liberatore il duca di Wellington. Nelle accese lotte civili che seguirono, la città si schierò risolutamente dalla parte dei liberali e contro l'assolutismo, subendo nel 1831-32 l'assedio delle truppe della Corona. Continuò a distinguersi per i suoi fermenti progressisti per tutto il XIX sec., fornendo un decisivo contributo al processo che portò alla proclamazione della Repubblica nel 1910.

Arte

Il nucleo storico, particolarmente degradato ma sottoposto soprattutto a partire dal 1996 (quando fu compreso nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO) a un progetto di risanamento, presenta case alte e strette, costruite con la pietra granitica locale. Una delle caratteristiche degli edifici di Porto è la diffusione degli azulejos, utilizzati a partire dal sec. XVI per decorare gli esterni. La cattedrale (sec. XII-XIII) è tra le più tipiche chiese romaniche del Portogallo; di questo periodo si conservano parte della facciata (le due massicce torri e il rosone) e i fianchi. In epoca barocca, oltre alla facciata, venne rifatto anche l'interno, riccamente decorato; notevoli sono l'altare maggiore a colonne tortili e le cancellate. Esempio di stile romanico-limosino è la chiesa di Cedofeita, più volte rimaneggiata. La chiesa di San Francesco, di fondazione romanica (1233), fu ricostruita nel 1383-1410; ha una bella facciata tripartita e sontuosa, decorazione interna a intagli dorati tipica dello stile barocco del Portogallo settentrionale. Di età barocca è anche la chiesa dei Chierici (1732) dell'italiano N. Nasoni. L'ospedale di Sant'Antonio (1770-95), in stile neopalladiano, è opera dell'inglese J. Carr. Dell'Ottocento sono il Palazzo della Borsa (1842), con la “sala araba” ispirata all'Alhambra, e il ponte Luigi I (1886) di T. Seyrig e G. Eiffel. Il Museo Nazionale Soares de Reis comprende opere di artisti portoghesi (tra cui sculture di Reis), ceramiche, porcellane, arazzi, ma anche reperti dell'antichità preistorica e romana. Di un certo interesse sono anche la Casa-museo di Guerra Junqueiro (collezioni d'arte del poeta Junqueiro) e il Museo nazionale di arte contemporanea, con lavori di artisti portoghesi e stranieri.

Economia

Attivo porto fluviale, che si avvale dell'attrezzato avamporto di Leixões sull'oceano Atlantico, e fiorente centro commerciale, Porto è anche sede di industrie alimentari, meccaniche, tessili, petrolchimiche, conciarie, della gomma, delle ceramiche e del tabacco. Notevole il ruolo del terziario; la città è meta di un cospicuo flusso turistico ed è rinomata per la produzione dell'omonimo vino. Aeroporto.

Cultura

A giugno, durante le celebrazioni di san Giovanni Battista, la città si riempie di mercatini di erbe aromatiche e soprattutto di basilico, il simbolo della festa. A pochi chilometri a N è Leça do Bailio, dove sorge una chiesa fortificata romanico-gotica (1336). All'interno la chiesa conserva capitelli scolpiti, tombe e fonte battesimale del sec. XVI. Tra le manifestazioni che si svolgono nella città si segnalano le celebrazioni della settimana santa e il Festival Internazionale del folclore (agosto).

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