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Panarèa o Panarìa

isola (superficie 3,3 km²) del mar Tirreno, compresa nell'arcipelago delle Eolie, situata fra Stromboli a NE e Salina e Lipari a SW; fa amministrativamente parte del comune di Lipari (provincia di Messina). Si estende per ca. 3 km in direzione NNE-SSW ed è percorsa in tutta la sua lunghezza da una dorsale montuosa che culmina nella punta del Corvo (421 m). Di origine vulcanica, è caratterizzata da sorgenti termali e fumarole (i cosiddetti “vulcani”) che emettono perlopiù anidride carbonica e idrogeno solforato a 100 ºC. Il versante occidentale presenta scogliere rocciose a precipizio sul mare e accessibili solo a coppie di falchi della regina e di gabbiani reali che vi nidificano ancora, mentre il versante orientale, ricoperto di terrazze coltivate, digrada dolcemente verso la costa. È circondata da numerosi isolotti e scogli, come Basiluzzo, caratteristico per la stratificazione delle colate laviche, Lisca Bianca, che deriva il nome dal colore della roccia, resa biancastra dalla presenza di fumarole, da tempo inattive e Dattilo, a forma di piramide, sui cui fianchi si aprono caverne ricche di cristalli di zolfo e allume. Sulla costa orientale si trova il centro di Panarea San Pietro, collegato mediante servizi regolari di navigazione con le isole di Salina, Lipari (e quindi con Messina, Milazzo e l'isola di Vulcano) e Stromboli (e quindi con Napoli e Reggio di Calabria). L'economia si basa su turismo, pesca e agricoltura (olive, cereali, uva, fichi e fichi d'India). § Varie campagne di scavo hanno rilevato l'esistenza di numerosi resti di insediamenti dal Neolitico all'età romana; di interesse particolare sono i resti di un villaggio rinvenuti sul promontorio di Milazzese, che dà il nome all'omonima facies dell'Età del Bronzo.