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Perinaldo

comune in provincia di Imperia (52 km), 572 m s.m., 21,04 km², 873 ab. (perinaldesi), patrono: san Nicolò (6 dicembre).

Centro del retroterra sanremese, situato su una cresta tra la valle Crosia e quella del torrente Merdanzo. È l'antico Podium Rainaldi, feudo del conte Rinaldo di Ventimiglia e poi dei Doria di Dolceacqua. Dopo cruente lotte tra i Doria e i Grimaldi di Monaco il castello venne distrutto da Genova nel 1672. Con il Congresso di Vienna (1814) passò ai Savoia. § La parrocchiale di San Nicolò (sec. XV, ristrutturata nel XVIII) ha facciata barocca e architrave in ardesia decorata, con l'agnello mistico al centro e ai lati le insegne dei Doria; l'interno presenta colonne di pietra nera con capitelli cubici e archi ogivali e conserva un crocifisso ligneo del Quattrocento. Ai piedi del borgo sorge il santuario della Visitazione (seconda metà del sec. XVII): orientato sul meridiano ligure, secondo i calcoli degli astronomi Giovanni Domenico Cassini (1625-1712) e di Filippo Maraldi (1665-1729), che qui nacquero, nel giorno del solstizio d'estate non proietta ombra da nessun lato. Il Museo “G. D. Cassini”, allestito in una sala del Palazzo Comunale, raduna documenti, opere a stampa e oggetti dell'illustre astronomo. § L'economia si basa sull'agricoltura (floricoltura e olivicoltura), sulla produzione e lavorazione del legname e sul turismo, soprattutto estivo. L'industria opera nei settori alimentare e del mobile. § Perinaldo è la terra del carciofo provenzale (introdotto sul finire del sec. XVIII), celebrato con una festa la terza domenica di maggio.