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Dolceàcqua

comune in provincia di Imperia (47 km), 51 m s.m., 20,23 km², 1901 ab. (dolceacquini), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro della bassa valle del torrente Nervia, sulle cui rive è scenograficamente disposto sotto la mole del castello dei Doria. Con il paesaggio circostante forma un unico insieme di interesse storico e ambientale.Feudo dei conti di Ventimiglia, nella seconda metà del sec. XIII fu acquistato dai Doria. Di grande importanza strategica, nel 1643 fu occupato dai Savoia e nel 1652, nuovamente sotto i Doria, fu eretto a marchesato. Tornato nel Settecento ai Savoia, nel 1815 fu annesso al Regno di Sardegna.§ Simbolo del centro è il ponte medievale a schiena d'asino, che collega con un unico arco di 33 m le due rive (Borgo e Terra). Il castello dei Doria, massiccia costruzione quattrocentesca con due torri angolari quadrate, fu edificato su una fabbrica del sec. XII. La parrocchiale di Sant'Antonio, rifatta in età barocca, conserva un polittico del 1515 di Ludovico Brea. Nella piazza si trova il singolare monumento al “Gombo” (frantoio). Nel cimitero è l'antica collegiata di San Giorgio, costruita in forme romaniche nel sec. XI e rimaneggiata nel sec. XIV; nella cripta (trasformata nel sec. XVI) conserva le tombe di Stefano e Giulio Doria.§ L'agricoltura produce uva da vino (vino rossese DOC), olive (con produzione di ottimo olio) e frutta; attiva è la floricoltura. Il pittoresco aspetto del paese, le buone strutture ricettive e le attrattive di tipo enogastronomico hanno portato allo sviluppo del turismo.§ Il 15 e 16 agosto vi si volge la Sagra della Michetta, legata a una leggenda medievale, mentre il 20 gennaio si tiene la Festa dell'Alloro di San Sebastiano, a ricordo del martirio del santo.

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