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Petit, Roland

ballerino, coreografo e direttore di compagnia francese (Villemomble, Parigi, 1924, Ginevra, Svizzera, 2011). Allievo della scuola di ballo dell'Opéra di Parigi, dopo il diploma (1939) entrò a far parte del corpo di ballo (1940-44) mettendosi successivamente in luce nel corso delle serate dedicate al balletto, organizzate dal critico di danza Irène Lidova al Théâtre Sarah Bernhardt. Con il sostegno di alcuni esponenti di quello che era stato il gruppo djagileviano (B. Kohno, C. Bérard, J. Cocteau, H. Sauguet) si costituì, sulla scia di quelle serate, la compagnia dei Ballets des Champs-Èlysées, di cui Petit fu primo ballerino e primo coreografo, e per la quale creò balletti come Les forains (1945) e Le jeune homme et la mort (1946). Lasciata questa compagnia creò i Ballets de Paris, compagnia ricca di giovani talenti fra i quali spiccava quello della sua futura consorte, Zizi Jeannemarie. Les demoiselles de la nuit (protagonista Margot Fonteyn, 1948), Carmen (1949), La croquese de diamants (1950), Cyrano de Bergerac (1958) sono alcuni dei titoli di quella fortunata stagione. Autore di grande qualità, capace di solleticare il gusto del pubblico pur conservando un altissimo grado di raffinatezza, ricco di inventiva, di fascino, di uno spirito frizzante ed elegante, unanimemente considerato “inconfondibilmente parigino”, negli anni Cinquanta e Sessanta e fino al principio degli anni Settanta, Petit dispiegò tutto il suo eclettico talento lavorando anche ad Hollywood (Il favoloso Andersen, regia di Ch. Vidor, 1951; Papà Gambalunga, regia di J. Negulesco, 1954; Anything Goes, regia di R. Lewis, 1955), creando coreografo per il varietà, la rivista, il music-hall, la televisone, acquistando e dirigendo, con la moglie Zizi, il Casino di Parigi (1970) e infine tornando a dirigere una grande compagnia (1973), i Ballets de Marseille de Roland Petit (direzione da lui lasciata nel 1988). Assai richiesto dalle più prestigiose compagnie in tutto il mondo, Petit creò, tra le altre cose, Notre-Dame de Paris (1965) per l'Opéra di Parigi, Paradis perdu (1967, protagonisti M. Fonteyn e R. Nureev) per il Royal Ballet britannico, L'estasi (1968), per il Teatro alla Scala, e ancora per il Royal Ballet Pelléas et Melisande (1969). Fra i molti altri suoi balletti di successo ricordiamo: Allumez les étoiles (1972), Les intermittences du cœur (1974), Symphonie fantastique (1975), la sua versione, straordinariamente apprezzata, di Coppélia (1975), La dama di picche (1977), sapiente amalgama di drammaturgia e vertiginoso virtuosismo, creata per il giovane Barijšnikov, Ma Pavlova (1988), La belle au bois dormant (1991), Camera obscura (1994), Il gattopardo (1995) e Chéri (1996). Nel 1998 curò la coreografia del di Čajkovskij, in cui per la prima volta il ruolo del cigno è stato affidato a un personaggio maschile.