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Reichstag

sm. tedesco (da Reich e Tag, giorno di seduta). Denominazione della Dieta imperiale dall'alto Medioevo fino all'estinzione ufficiale del Sacro Romano Impero germanico nel 1806. Esso fu l'organo rappresentativo della nobiltà feudale e solo successivamente vi venne immessa la borghesia (sec. XIV). Nel 1495 Massimiliano I lo riformò dividendolo nei collegi dei principi elettori, dei principi laici ed ecclesiastici e delle città imperiali. Con la costituzione della Confederazione Germanica dopo il Congresso di Vienna venne sostituito dal Bundestag federativo fino al 1866. Dopo la proclamazione dell'Impero tedesco (1871), fu sede della Dieta del Reich, eletta per suffragio universale maschile con poteri limitati in confronto a quelli dell'assemblea popolare dei regimi parlamentari, stante la facoltà del Kaiser di nominare o destituire il cancelliere. Questa prerogativa fu utilizzata da Bismarck per ridurlo all'impotenza. La Costituzione della Repubblica di Weimar (1919) trasformò il Reichstag in un'autentica Camera parlamentare (fu concesso il voto alle donne) con potere di destituire il cancelliere che aveva bisogno anche della fiducia del presidente. La necessità di questa doppia fiducia portò a un conflitto irriconciliabile tra il presidente e la maggioranza della Dieta e favorì l'avvento dei nazisti al potere. L'incendio del palazzo del Reichstag (1933) fu sfruttato da Hitler per mettere fine al parlamentarismo e instaurare la dittatura. In seguito alla sconfitta nella seconda guerra mondiale e alla divisione della Germania, mentre nella parte Est si instaurava un regime comunista, in quella Ovest il Reichstag venne definitivamente sostituito con il Bundestag.