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Sennacherìb

(accadico Sîn-ahhē-erība), re d'Assiria dal 705 al 681 a. C. Intese distaccarsi dal padre Sargon II giacché non ne fa mai menzione nelle sue iscrizioni, e ne abbandonò la nuova capitale di Dūr-Šarrukīn, tornando a Ninive dove eseguì costruzioni fastose. Arrestò l'avanzata verso l'Occidente anatolico e siropalestinese, effettuandovi solo spedizioni repressive come quella che lo vide assediare Gerusalemme; si occupò soprattutto di controllare Babilonia. Sconfisse ripetutamente il caldeoMarduk-apla-iddina, ponendo sul trono prima il filoassiro Bēl-ibnī, poi il proprio figlio Assurnādin-sumi. Attaccò l'Elam, ma subì poi in ritorsione l'intervento elamita a Babilonia, che culminò nell'intronizzazione del caldeo Mušēzib-Marduk. Sennacherib allora intervenne militarmente e nel 689 rase al suolo Babilonia (per sempre, nelle sue intenzioni). Morì per mano di un figlio e per la successione si scatenò la lotta: salì al trono Esarhaddon, che sconfessò la politica paterna provvedendo a ricostruire Babilonia.

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