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Space Shuttle

(propr., navetta spaziale), il più impegnativo programma spaziale statunitense, basato sull'uso di vettori riutilizzabili per immettere in orbita terrestre veicoli spaziali che ritornano a Terra planando come alianti. La navetta parte da Terra come un razzo tradizionale. Salendo, lo perde i due booster a propellente solido che gli danno la spinta iniziale e poi il grande serbatoio a idrogeno e ossigeno che alimenta i motori principali. Resta l'Orbiter, un grande aerorazzo con ali a delta, che dopo il distacco diventa un satellite terrestre. Terminata la missione spaziale, effettua il rientro utilizzando l'atmosfera come mezzo frenante. Per proteggersi dal riscaldamento per attrito con l'aria che lo farebbe bruciare come un meteorite, è fornito di un costoso rivestimento termico. Il primo , denominato OV 101 Enterprise (OV, sigla dell'ingleseOrbiter Vehicle), uscì dalle officine il 17 settembre 1976 e venne utilizzato dalla NASA per una serie di collaudi di volo atmosferico sul dorso di un aereo Boeing B747. La prima missione orbitale fu effettuata dalla seconda navetta, la Columbia lanciata il 12 aprile 1981 con a bordo i due astronauti J.W. Young e R.L. Crippen, per un volo della durata di due giorni. Il 4 aprile 1983 fu la volta della navetta Challenger (OV 099), che venne lanciata per la prima volta nello spazio per l'immissione in orbita del satellite per telecomunicazioniTDRSA. Il 30 agosto 1984 fu invece effettuato il primo lancio della Discovery (OV 103), che mise in orbita tre satelliti per telecomunicazioni. Il 3 ottobre 1985 effettuò il primo volo l'Atlantis (OV 104) per svolgere una missione militare. Il 28 gennaio 1986, il programma delle navette spaziali della NASA venne funestato da un grave incidente: la Challenger, subito dopo il lancio della sua decima missione nello spazio, esplose disintegrandosi e causando la morte di tutto l'equipaggio. La causa del tragico incidente venne successivamente individuata nella non perfetta tenuta di uno dei due booster a propellente solido, da cui fuoriuscì una lingua di fuoco che fece esplodere il grande serbatoio esterno. La navetta Challenger venne sostituita dalla NASA con la Endeavour (OV 105), il cui primo volo in orbita ebbe luogo il 7 maggio 1992 con l'obiettivo di riparare il grande satellite per telecomunicazioni Intelsat 6 F3, bloccato in orbita bassa a causa di un guasto del suo sistema di propulsione. Fra i principali esperimenti con partecipazione italiana a bordo di uno americano si annovera quello compiuto nella missione in orbita nel giugno 1998, che portò a bordo uno spettrometro, l'Alpha Magnetic Spectrometer, con lo scopo di rivelare particelle di antimateria. Con la missione dello Discovery si completò il programma congiunto USA-Russia che, dal 27 giugno 1995 al 12 giugno 1998, con una cadenza media di quattro mesi, vide attraccare lo per nove volte alla stazione spaziale sovietica Mir, per cambiare equipaggi e portare rifornimenti. Il programma era iniziato nel febbraio 1995 con la navetta STS-63, che raggiunse la stazione Mir, senza però attraccare, per provare la manovra di avvicinamento. Seguirono poi 7 missioni dell'Atlantis, un'ottava, nel gennaio 1998, con l'Endeavour e l'ultima con la Discovery. A bordo si alternarono 7 astronauti statunitensi per periodi di lunghezza diversa. Il programma permise l'addestramento degli astronauti statunitensi alle lunghe permanenze in orbita, in vista di missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nell'ambito del miglioramento delle caratteristiche degli , e in vista dell'intenso lavoro per il montaggio della Stazione Spaziale Internazionale, la NASA realizzò inoltre più efficaci protezioni contro gli urti di rottami spaziali e particelle in orbita. Nel febbraio del 2000 una missione a bordo della navetta Endeavour realizzò la prima mappa tridimensionale digitale di tutta la Terra. Il 16 gennaio 2003 lo Columbia, partito per una missione a scopo scientifico, si disintegrò nella fase di rientro, l'1 febbraio, a 63 km di altezza, causando la morte di tutti e sette i membri dell'equipaggio.In seguito all'incidente tutti i voli della navetta vennero sospesi e la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale subì forti rallentamenti.