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Tàrtari, Repùbblica dei-

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(Tatarskaja Respublika o Tatarstan). Repubblica autonoma della Russia, 68.000 km², 3.761.534 ab. (stima 2006), 55 ab./km², capoluogo: Kazan'. Confini: Kirov (N), Repubblica degli Udmurti (NE), Repubblica dei Baschiri (E), Orenburg (SE), Samara (S), Uljanovsk (SW), Repubblica dei Ciuvasci (W), Repubblica Mari-EL (NW).

Generalità

Il territorio, esteso su una regione pianeggiante, al confine tra foreste e steppe, è interessato dal medio corso del fiume Volga e dal basso corso del suo affluente Kama: i due fiumi alimentano qui la sezione superiore del bacino artificiale di Samara. La popolazione è ripartita fra diversi gruppi etnici: maggioritario è quello dei tatari (51,3%) seguito dai russi (41%) e poi da ciuvasci, baschiri, mordvini, udmurti ecc. Molto sviluppata è l'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, patate), come l'allevamento bovino e ovino; importantissime sono però soprattutto le risorse del sottosuolo, in particolare il petrolio, di cui la Repubblica dei Tartari è il principale produttore in seno alla Federazione Russa, e il gas naturale (ad Almetjevsk, Aznakajevo e Bugulma). La regione dispone inoltre di imponenti risorse idriche (bacini idrici di Kuibyshevskoye e Nizhnekamskoye, sul Volga e sul Kama), ampiamente sfruttate per la produzione di energia elettrica. Le industrie costituiscono un comparto di primaria importanza in Russia, soprattutto nei settori chimico e meccanico (macchinari pesanti, veicoli industriali) e sono ubicate nel capoluogo e nelle città di Čistopol, Almetjevsk, Bugul'ma, Leninogorsk, Zelenodolsk e Nižnekamsk.

Storia

I primi abitanti conosciuti sul territorio del Tatarstan furono i Bulgari, antenati degli odierni Tatari, che vi istituirono fin dal sec. IX uno Stato feudale indipendente, islamizzato nel 922. Nel sec. XIII lo Stato bulgaro venne incorporato nell'impero mongolo di Gengis Khan; più tardi il capoluogo Kazan divenne la capitale di uno degli Stati sorti dalla disgregazione dell'impero mongolo, il khānato di Kazan, che resistette in forma indipendente fino al 1552 quando venne definitivamente conquistato dallo zar di Mosca Ivan IV il Terribile, con una successiva cristianizzazione forzata degli abitanti. Nei secoli successivi Kazan e il suo territorio mantennero però una certa autonomia; nel corso del XIX secolo il capoluogo fu anche il centro principale di un importante movimento moderato di rinascita islamica, lo jadidismo. Nel 1920 venne proclamata la Repubblica autonoma del Tatarstan nell'ambito della Russia sovietica, dopo un tentativo dei tatari, nel 1918-20, di costituirsi in una repubblica indipendente (Idel-Ural). Lo sviluppo maggiore della repubblica avvenne a partire dagli anni Cinquanta, con l'inizio dell'estrazione del petrolio. Dopo la dissoluzione dell'URSS le autorità repubblicane, appoggiate da un referendum popolare, manifestarono un'esplicita volontà di indipendenza, rifiutando di sottoscrivere il Trattato federale istitutivo della Federazione russa; due anni più tardi, tuttavia, un altro trattato bilaterale fra Kazan e Mosca veniva a regolare definitivamente i rapporti e la suddivisione dei poteri.

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