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Val Grande, Parco Nazionale della-

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superficie 145,98 km², altitudine 217-2299 m s.m. (monte Togano), provincia: Verbano-Cusio-Ossola. Sede a Verbania Pallanza (VB). Istituzione: 1992.

Territorio

Il parco tutela la Val Grande, un'area incontaminata compresa tra il Lago Maggiore e le valli d'Ossola, Vigezzo, Cannobina e Intrasca. L'area protetta include interamente la Cima Pedun, mentre sono situati ai suoi margini il pizzo Proman, i Corni di Nibbio e la Cima di Laurasca. La presenza dell'uomo è testimoniata fin dai tempi remoti, come dimostrano le cosiddette “coppelle” dell'Alpe Prà e i petroglifi dell'Alpe Sassoledo, incisioni rupestri variamente interpretate dagli studiosi, e numerose tracce della più recente civiltà alpina (mulattiere, alpeggi, terrazzamenti ecc.). I boschi della valle hanno fornito per secoli grandi quantità di legname: grazie alla corrente dei torrenti, i tronchi venivano trasportati per fluitazione fino al Lago Maggiore e da qui, sempre via acqua, condotti a destinazione; questa tecnica di trasporto fu sostituita agli inizi del Novecento dalle teleferiche, le cui tracce sono ancora individuabili nella zona. Abbandonata dopo secoli di sfruttamento, in seguito al rastrellamento nazifascista del 1944, che causò la morte di molti partigiani e la distruzione di diversi alpeggi, la Val Grande costituisce la più vasta area selvaggia d'Italia, la cui vegetazione, particolarmente rigogliosa, è favorita dalle abbondanti precipitazioni che alimentano quasi costantemente i torrenti della zona. La sua peculiarità è la scarsissima antropizzazione.

Flora e fauna

I dislivelli altimetrici giustificano una grande varietà di specie botaniche. Alle quote più basse del parco, tra i boschi misti di latifoglie, prevale il castagno, mentre nell'alta Val Grande è il faggio la specie arborea più diffusa, soprattutto sui versanti più umidi e meno assolati, dove crescono anche felci e muschi. Limitati per estensione sono i boschi di conifere, formati da abete rosso e bianco, mentre a causa dei passati diboscamenti è poco diffuso il larice. Salendo di quota i boschi sono sostituiti da arbusti e dalle praterie alpine. Tra i fiori, che rappresentano una delle attrattive del parco, vi sono varie specie rare, tra cui l'aquilegia alpina, l'arnica montana, la genziana lutea e il tulipano alpino. Capriolo, camoscio, cervo, volpe, tasso, donnola, scoiattolo, faina e martora sono i principali mammiferi presenti nell'area protetta. Tra gli uccelli si segnalano il gallo forcello, l'aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il francolino di monte e il picchio nero; sui massi e sui ciottoli lungo le rive dei torrenti sostano il merlo acquaiolo e la ballerina gialla. È molto diffusa, tra i rettili, la vipera comune. La rosalia alpina, l'osmoderna eremita e lo Gnorimus variabilis sono specie di coleotteri protette a livello europeo.