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World Wide Web

loc. inglese usata in italiano come sm. (propr. ragnatela a scala globale), abbreviato anche in W3 o WWW, costituisce l'insieme di documenti accessibili tramite Internet. Il nome deriva dall'immagine di una rete di rimandi reciproci fra i documenti attraverso i cosiddetti “link” (collegamenti). Nei documenti World Wide Web, le parole sottolineate, o comunque marcate, operano come "puntatori", ossia, se selezionate, consentono di recuperare altri documenti. I documenti che costituiscono il web sono redatti principalmente in HTML, un linguaggio di marcatori interpretato dai browsers, che ne producono la visualizzazione. Quando il browser, nel leggere un documento HTML, incontra il marcatore “anchor”, esso presenta il testo racchiuso fra i tag e sottolineato e colorato, per indicare all'utente la presenza di un link. L'attributo “href” del tag contiene come valore un URL (Uniform Resource Locator), cioè l'identificatore univoco di un documento presente sulla rete. Tale identificatore è costituito dall'indicazione dell'host su cui è memorizzato il documento, dalla sua posizione nel filesystem dell'host e infine del nome del documento. Quando l'utente effettua un click sul testo evidenziato, il browser fa partire una sequenza di azioni che portano alla richiesta all'host del documento indicato, al suo trasferimento attraverso la rete Internet al client su cui lavora il browser, e all'interpretazione da parte di questo del documento ricevuto. In alcuni casi i documenti prelevati sulla rete non sono HTML. Il browser può però disporre di plug-in, programmi in grado di interpretare formati di documenti diversi dall'HTML e produrne opportune rappresentazioni visive o sonore. Per esempio Acrobat Reader è un plug-in per i documenti PDF, mentre Windows Media Player è un plug-in per documenti multimediali. Il WWW si è presto rilevato uno strumento non solo per il ritrovamento di documenti, ma più in generale per l'accesso a servizi in rete. Le risorse identificate da una URL possono infatti essere associate a programmi residenti su un server, quali per esempio i motori di ricerca, o maschere per l'immissione di dati in un modulo, o l'interrogazione di data base. Particolare rilevanza hanno assunto due applicazioni del WWW: l'e-commerce e i web service. L'e-commerce che dà la possibilità di fare acquisti in rete, richiede di integrare gestione di cataloghi e magazzini, mantenuti su apposite data base, e sistemi sicuri per le transazioni di pagamento attraverso carta di credito. In genere questo avviene sfruttando servizi offerti da terzi, quali banche o compagnie di carta di credito, e aprendo connessioni temporanee protette fra il browser del cliente e il server del sistema di servizio. Si distingue nell'e-commerce B2C (Business to Consumer) per la vendita al dettaglio, e B2B (Business to Business) per la gestione di transazioni fra imprese, per esempio per la fornitura di commesse. In questo secondo caso i criteri di sicurezza sono molto più rigidi. Una particolare articolazione dell'e-commerce B2C è costituita dalle aste su web, nelle quali un venditore fissa un prezzo minimo di ingresso e un prezzo minimo di vendita e i clienti concorrono indicando fino a che prezzo sono disposti a spendere per un certo acquisto e l'entità di ogni rilancio. Il sistema di gestione dell'asta raccoglie le informazioni, fissa i momenti di inizio e fine dell'asta e gestisce i rilanci. Il concetto di web service rappresenta un superamento della tradizionale archittettura client-server su cui si basa il WWW. Con esso, diventa possibile accedere in rete a programmi residenti su server, sia da parte di utenti finali, sia da parte di altri programmi. In questa architettura ogni servizio disponibile su un server viene reso pubblico descrivendo, mediante uno specifico linguaggio di markup, le sue caratteristiche e il protocollo di comunicazione necessario. Un programma o un utente che abbia bisogno di un particolare servizio può quindi rivolgersi a un server per vedere se può offrire quel servizio, e in caso affermativo iniziare il protocollo. Particolari servers possono assumere il ruolo di broker mantenendo informazioni sui servizi offerti da diversi servers, e mettendo quindi in comunicazione i programmi fra loro. L'intero processo si svolge non attraverso chiamate dirette dei programmi, ma inviando messaggi in linguaggi basati su XML che descrivono le richieste e i risultati specifici. La diffusione dei web service è al momento limitata dall'assenza di standard universalmente accettata per la descrizione dei servizi e la gestione dei protocolli. La ricerca attuale, infine, si rivolge a rendere possibile il concetto di web semantico, in cui i contenuti dei documenti presenti sulla rete possono essere descritti in modo astratto, indipendenti per esempio dal particolare linguaggio naturale in cui sono espressi, in modo da permetterne il ritrovamento automatico sulla base del loro significato anziché del loro contenuto letterale. Il grande interesse e la diffusione in continuo aumento di tale strumento ha favorito un notevole progresso tecnologico volto a migliorare e velocizzare la navigazione degli utenti. Una soluzione basata sulla tecnologia ISDN e chiamata “web on demand” consente di disporre a casa, o in azienda, di un proprio nodo Internet sempre attivo, sul quale però non grava la voce di costo più elevata per i siti Internet, quella relativa alla linea dedicata. Dato che l'ISDN è un sistema di telecomunicazione digitale sempre attivo, il concetto è quello di utilizzare questo canale telematico, pagando solo per il tempo effettivo di connessione. In pratica, l'utente che desidera collegarsi a un dato nodo remoto si rivolge a un apposito web server connesso con Internet mediante ISDN (con un costo di poco superiore a quello di una linea telefonica normale); il web server provvede a inoltrare un segnale di sveglia (ring) al nodo richiesto, che si attiva diventando disponibile al collegamento con l'utente, in un tempo di circa 20-25 secondi. Web on demand risulta particolarmente vantaggioso per siti diffusi a basso traffico (se il traffico è elevato, il vantaggio economico si perde, perché il sistema utilizza comunque una rete soggetta a tariffa a tempo). Un'azienda con sito Intranet-Extranet avrebbe indubbi vantaggi nel rendere possibile a determinate persone l'accesso diretto al nodo aziendale; per ottenere tale risultato basterebbe munire il personal computer delle persone abilitate di un modulo per attivare il sito in questione. L'evoluzione della tecnologia ISDN è chiamata ADSL e la sua diffusione dovrebbe garantire la diffusione dei servizi on demand basate sui sistemi streaming. § Rilevazioni sul traffico web. Come nello studio delle abitudini dei telespettatori riscontri del tipo di quelli forniti dagli indici Auditel sono divenuti indispensabili per i produttori TV e per le agenzie pubblicitarie, così per chiunque voglia operare seriamente sul web è di grande importanza disporre di dati attendibili sul traffico relativo a determinati siti, per conoscere chi li ha visitati, per quale motivo e quanto a lungo si è trattenuto. Per fornire agli interessati dati di questo genere sono sorte apposite società. Il primo servizio di misura e analisi in ambito web è comparso nel 1994: si tratta della I/Pro, in grado di fornire ai clienti un quadro particolareggiato del traffico sul proprio sito, in assoluto o suddiviso per giorni della settimana, orario, regione e Paese, con indicazione del numero di visite totali e di pagine viste. Un'altra società di misura e analisi del web è Pc Meter, che ha adottato una metodologia simile a quella dell'Auditel per lo studio dell'utilizzo domestico del personal computer al fine di analizzare il tempo che gli utenti passano a navigare sul web e a utilizzare le applicazioni del desktop. Ha iniziato nel 1995 con un campione di 500 nuclei familiari, che in pochi anni sono passati a 10.000, tutti dotati di computer capaci di supportare Windows; ognuno di questi computer è stato equipaggiato con il software preparato dalla Pc Meter. In questo modo è possibile memorizzare quali programmi vengono usati e quanto si resta collegati a Internet; sono registrate anche le URL cui si accede.