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accomodazióne

sf. [latino accomodatío -ōnis]. L'accomodare; adattamento.

1) In fisiologia: A) capacità dell'occhio di adattare la propria visione in rapporto alle distanze, mediante modificazioni della curvatura del cristallino. L'accomodazione avviene per azione del muscolo ciliare che, aumentando la contrazione, mette a fuoco l'immagine sulla retina (sinonimo, accomodamento, adattamento); B) Accomodazione alla luce, adattamento dell'occhio all'intensità luminosa, regolato dalla maggiore o minore apertura della pupilla. Possono interferire su questa accomodazione, oltre le malattie nervose a livello intracranico, alcune sostanze farmacologiche molto note come l'atropina che dilata e mantiene dilatata la pupilla (midriasi) e gli oppiacei che invece la restringono fissamente (miosi, frequente negli eroinomani).

2) In teologia, l'adattarsi della rivelazione alla capacità di interpretazione dell'uomo. Il termine è usato anche per indicare una teoria esegetica.

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