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americanismo

sm. [sec. XIX; da americano].

1) Costume proprio degli abitanti degli USA.

2) Voce o forma propria di una delle lingue parlate in America (sia quelle attuali di origine europea sia quelle indigene precolombiane) e adottata in un'altra lingua; in particolare si usa per indicare i termini statunitensi accolti dalle lingue europee, specialmente dopo la seconda guerra mondiale.

3) Posizione ideologica che propugna le tradizioni e gli interessi dell'America e in particolare della democrazia statunitense.

4) Imitazione esagerata del modo di vivere e di pensare degli Americani soprattutto del Nord: “lettori, usi a contemplare l'americanismo con invidia di Europei” (Gobetti).

5) Tendenza politica che si ispira alla Costituzione degli USA.

6) Tendenza teologico-apologetica, precorritrice del modernismo, sorta nel sec. XIX entro il cattolicesimo statunitense. § L'americanismo si richiama alle idee del padre I. Th. Hecker (1819-1888), diffuse in Europa dall'abate F. Klein. Il fondamento dottrinale dell'americanismo consiste nel prevalere di un naturalismo che eclissa l'opera soprannaturale della grazia e nell'eccessiva libertà concessa al singolo fedele nell'interpretazione dei libri sacri (quasi un ritorno al principio protestantico). Nella lettera Testem benevolentiae (22 gennaio 1899) al cardinale Gibbons, papa Leone XIII condannava nell'americanismo l'idea che, per favorire il proselitismo, la Chiesa cattolica dovesse adattarsi ai tempi moderni, temperando la rigorosità disciplinare e dogmatica, allargando i margini della libertà individuale in materia di fede e di morale, anteponendo le virtù naturali alle soprannaturali e le attive alle passive. Alla condanna papale fece seguito la sottomissione dei seguaci dell'americanismo.

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