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arabésco

agg. e sm. (pl. m. -chi) [sec. XIV; da arabo].

1) Agg., arabo, di foggia o stile arabo: abito arabesco; arte arabesca.

2) Sm., motivo decorativo tipico dell'arte islamica che ripropone con infinite variazioni e stilizzazioni il tralcio vegetale. Anche i versetti del Corano venivano inseriti come decorazione sulla superficie arabescata, vietando la religione musulmana la riproduzione di figure umane e animali. Derivato dal tralcio classico dell'antichità, l'arabesco appare in periodo omayyade, per giungere a maturità nel periodo abbaside. Eseguito su oggetti e monumenti di ogni genere, si diffuse in tutti i Paesi musulmani. Il termine è passato a indicare genericamente decorazioni lineari stilizzate e intrecciate di elementi vegetali o geometrici, presenti fin dal tardo antico e nell'arte barbarica. Vengono considerati arabeschi anche le grottesche, che nel Rinascimento furono assunte come riempitivo, bordura o tema fondamentale. Il termine ha assunto anche il significato figurato di composizione bizzarra e fantasiosa di linee intrecciate; ghirigoro.

3) Si usa talvolta nel senso di arabesque. In particolare indica un passo del pattinaggio su ghiaccio, che si esegue sollevando indietro il piede libero fino all'altezza della testa, con il corpo tenuto in posizione quasi orizzontale.

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Arabesco.