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astratto

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Lessico

agg. [sec. XIV; pp. di astrarre].

1) Propr., separato, staccato: “da' sensi insieme, e dalla mente astratto” (Rosa). Estensivo, sottratto o insensibile alla realtà esterna, assorto, distratto: “fissava, con lo zigaro in bocca, d'un fare astratto, i cieli” (Dossi).

2) Ricavato per astrazione: concetto astratto; “Abbiamo si può dire innata l'idea astratta della convenienza” (Leopardi); scienze astratte, fondate su processi di astrazione (specialmente la logica e la matematica). In senso peggiorativo, privo di contatto diretto con la realtà, astruso (opposto a concreto); formulare un giudizio astratto; ti sei chiuso in uno schema astratto di idee. Come sm., entità definita per astrazione e perciò spesso di validità universale: in astratto, circoscrivendo la Considerazione all'idea universale oppure senza fondamento empirico. Con accezioni specifiche: A) in psicologia, intelligenza astratta, tipo di intelligenza che consente di ottenere buone prestazioni nel trattare operazioni formali e problemi teorici. Si contrappone all'intelligenza di tipo pratico o intelligenza concreta. B) Nella logica scolastica, termine astratto, il prodotto dell'astrazione formale, cioè il nome che designa la forma dell'oggetto (per esempio l'umanità di un uomo determinato).

3) Che non si riscontra nelle forme sensibili della realtà: arte astratta, astrattismo; pittura, scultura astratta, proprie dell'astrattismo; danza astratta, quei balletti puramente figurativi, privi quindi di soggetto narrativo e di espressione pantomimica, imperniati, come nelle ricerche del pittore e regista O. Schlemmer, sul rapporto dialettico tra la figura umana e lo spazio.

4) In grammatica, in opposizione a concreto, indica non persone, animali, cose, ma nozioni, concetti, idee, sentimenti, qualità o entità esistenti solo nella nostra mente, non percepibili dai nostri sensi materiali.

5) In matematica, astratto di una classe, ente associato a una classe che definisce una relazione di equivalenza tra gli elementi della classe (vedi astrazione).

6) In varie religioni si dicono divinità astratte una forza, una virtù o una qualità divinizzate: per esempio nella religione vedica l'ira è Manyu; in quella greca l'amore è Eros; in quella romana sono divinità Concordia, Pax, Virtus, Pietas, Fortuna, ecc.

7) In diritto negozio astratto, tipo di negozio in cui le parti, stralciando l'interesse tipico e concreto che le ha indotte al rapporto, lasciano in vita la sola forma, sufficiente, peraltro, a produrre gli effetti che le parti stesse si prefiggono. Casi di negozio astratto si verificano soprattutto, e con larga diffusione, nel campo dei titoli di credito. § Colpa in astratto, mancanza della diligenza media che il buon padre di famiglia deve avere nel far fronte alle sue obbligazioni (Codice Civile, art. 1176).

Arte

Espressionismo astratto, termine coniato a Berlino nel 1919 in ambiente dadaista e ripreso dieci anni più tardi in America per caratterizzare la pittura di V. Kandinskij. Dal 1946 si è sempre riferito alla pittura statunitense d'avanguardia, nota dal 1952 anche come Action Painting, movimento formatosi durante la seconda guerra mondiale sullo stimolo degli artisti europei fuggiti al nazismo, in particolare dei surrealisti (A. Masson e altri), e quale reazione al precedente regionalismo culturale, con vocazione internazionalista. L'espressionismo astratto, non essendosi mai determinato come estetica di gruppo, si è caratterizzato, oltre che per la piena libertà nell'uso delle tecniche pittoriche, per il modo di intendere l'autonomia dell'arte, considerata estremo e disperato sforzo di ricerca e di espressione. Fenomeno culturale tipicamente statunitense, annovera anche pittori di origine europea (H. Hofmann, W. De Kooning, A. Gorky), accanto agli americani (Ph. Guston, J. Pollock, R. Motherwell, S. Francis, C. Still, A. Gottlieb, B. W. Tomlin). Con gli anni Cinquanta vi è stata una larga diffusione anche in Europa di questa tendenza. § Astratto concreto, definizione introdotta in Italia da L. Venturi nel 1951 in riferimento a quella corrente di pittura che nel secondo dopoguerra mirava al recupero di un'emozionalità nel rapporto con il reale mediante un linguaggio astrattista. La fortuna di questa formula non ha impedito ad alcuni di giudicarla poco coerente con le ricerche dei singoli artisti: Afro, R. Birolli, E. Vedova. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 307, 335-337" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 9 pp 307, 335-337"

Cinema

Propriamente, il cinema astratto è quello che si occupa di ricerche dinamico-compositive di oggetti e di linee, senza l'intervento della figura umana. Nacque come animazione della pittura astratta in ex pittori quali lo svedese Eggeling e i tedeschi Richter e Ruttmann, autori di sinfonie plastiche di forme geometriche in movimento: vere e proprie “melodie silenziose” che la francese Germaine Dulac adattò a temi musicali, precorrendo così le visualizzazioni grafiche della musica, da Fischinger a Disney. Molti film d'animazione tendono all'astrattismo.