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càntico

sm. (pl. -ci) [sec. XIV; dal latino canticum, da cantāre].

1) Composizione di carattere lirico, di ispirazione religiosa e di tono solenne: il Cantico delle creature, di San Francesco; in particolare, vengono così chiamati i brani lirici della Bibbia. Per estensione, inno celebrativo o esegetico, specialmente d'intento civile; canto appassionato. § I canti in lode di Dio tratti dalla Bibbia (il termine si riferisce ai brani lirici del Vecchio e Nuovo Testamento che non fanno parte dei Salmi) si distinguono in Cantica minora, tratti dal Vecchio Testamento (come il Cantemus Domino o cantico di Mosè; l'Audite verbum o cantico di Geremia; il cantico dei tre fanciulli nella fornace ardente), e in Cantica maiora, tratti dal Nuovo Testamento (come il Magnificat). La liturgia cattolica ha inserito i cantici nell'Ufficio, con un'intonazione basata sulle formule salmodiche. Questi testi sono stati spesso musicati liberamente come mottetti polifonici o in altro modo: basti ricordare il celebre Canticum canticorum attribuito a Salomone, musicato da Palestrina, e le numerose composizioni che ha ispirato il Magnificat.

2) Raro adattamento del latino canticum, parte cantata nella commedia romana antica.