Questo sito contribuisce alla audience di

carlismo

sm. [dal nome di don Carlos]. Movimento politico spagnolo dei sec. XIX-XX. Nacque nel 1833, in apparenza da una controversia giuridica e dinastica intorno alla validità, in Spagna, della legge salica. Morto infatti Ferdinando VII senza figli maschi, suo fratello don Carlos Maria Isidoro, proclamandosi Carlo V, tentò di usurpare il trono alla nipote Isabella II; scoppiò così la prima delle guerre carliste (1834-39), svoltasi soprattutto nelle province settentrionali (Navarra, Paesi Baschi, Catalogna), dove don Carlos trovò molti seguaci e uno stratega di talento, il generale Zumalacárregui. La guerra travalicò in realtà il primitivo aspetto giuridico della successione al trono, per assumere i caratteri dello scontro ideologico tra due concezioni politiche e sociali. La reggente, infatti, concedendo una sia pur modesta costituzione si appoggiò alle forze liberali e ai settori dell'esercito simpatizzanti per la massoneria, mentre il pretendente, interprete del più rigido assolutismo e alleato con la Chiesa cattolica, ebbe dalla sua parte il clero e l'aristocrazia. L'azione di don Carlos, concomitante con l'analogo tentativo reazionario di don Miguel in Portogallo, provocò l'intervento delle potenze europee (Francia e Gran Bretagna) interessate a quel settore strategico, a fianco delle forze liberali, le quali, dopo una violenta guerra civile, risultarono vincitrici (1839). Anche dopo la sconfitta del 1839, i carlisti continuarono tuttavia a esistere, formando una “Comunione Tradizionalista” e riconoscendo i successori del sedicente Carlo V: Carlos Luis (Carlo VI), che tentò due golpes falliti (1847-49, II guerra carlista, e 1860) e don Juan, entrambi figli di Carlo V; Carlos, duca di Madrid (Carlo VII), figlio di don Juan, che scatenò la III guerra carlista (1872-76), sanguinosa più delle altre; e poi diversi altri Borbone di vari rami, fino ai nostri giorni. Nella guerra civile del 1936-39, formazioni carliste (in particolare i requetés di Navarra) combatterono a sostegno dei franchisti; e nel 1938 il carlismo venne fuso di autorità con la Falange, che assunse la qualifica di tradizionalista. Tipica ideologia del passato, il carlismo in realtà fu sempre e resta un moto minoritario.