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massonerìa

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Lessico

sf. [da massone].

1) Società segreta ispirata a principi cosmopoliti e umanitari.

2) Per estensione, forma di fedeltà e di alleanza fra persone che appartengono a uno stesso gruppo o che perseguono un comune ideale.

Cenni storici: le origini

Sorta con ogni probabilità nel Medioevo e trasformatasi nel sec. XVIII con intendimenti spiritualisti e speculativi, la massoneria ha come scopo quello di raccogliere tutti gli uomini liberi di buoni costumi per stimolare il miglioramento della società. Essa reclama origini antichissime e si rifà alla costruzione del Tempio di Gerusalemme (sec. X a. C.) come al simbolo-mito del principio creativo. Come società deriva dalle associazioni medievali di mestieri. I muratori, per la loro arte e privilegio di costruire cattedrali, castelli e roccaforti, costituirono assai presto un'associazione forte e chiusa, volta più di ogni altra a conservare tra gli adepti i segreti professionali dell'arte di costruire. Protetti, in origine, seppur sempre con qualche sospetto, dalla Chiesa, i free masons inglesi, i francs-maçons francesi, i liberi muratori italiani, iscritti in una gilda o corporazione e sottoposti alle sue norme professionali e disciplinari, professanti una pura fede cristiana, andarono ben presto allargando la cerchia dei membri della loro associazione.

Cenni storici: la massoneria in Inghilterra

Nel sec. XV in Inghilterra le logge massoniche (la loggia è la cellula base ed è composta da sette membri) cominciarono ad accogliere uomini di Chiesa, nobili e potenti, in nulla legati all'arte muratoria, mentre l'inserimento di numerosi Rosa Croce portava alla contaminazione del rituale e all'esaltazione dei simboli (Triangolo con Tetragramma, Sigillo di Salomone, ecc.). Questa eccezione ebbe due conseguenze: quella di potenziare la massoneria inglese e quella di trasformarla, influendo poi sulla massoneria di tutti gli altri Paesi. Da filantropica, vagamente improntata al miglioramento della società, la massoneria divenne speculativa e si inserì con autorità nella vita pubblica, palesemente in Gran Bretagna, come poi negli Stati Uniti d'America, nel segreto gelosamente custodito in altri Paesi, specie in Italia, dove ancor oggi opera in assoluta discrezione. Nel 1717 le logge londinesi si unirono a creare la Grande Loggia di Londra (che nel 1813 cedette poi il posto alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra), il ceppo madre della massoneria mondiale che pubblicò con la firma di J. Anderson il libro delle Costituzioni (1723), cioè delle norme della società, cui collaborarono anche Payne e Désagouliers. In assoluto veniva proclamata l'importanza dell'amore fraterno, fondamento e pietra maestra del consorzio umano. Veniva confermata inoltre la struttura e l'organizzazione della società. L'adesione alla massoneria comporta prove fisiche e morali, superate le quali il candidato, dopo aver prestato giuramento, riceve il grembiule e il guanto. I tre primi gradi della massoneria (apprendista, compagno, maestro) sono detti “simbolici” o azzurri. La massoneria moderna si articola in altri quattro gradi: eletto, scozzese, cavaliere d'Oriente, principe Rosa Croce. Diversa è la gerarchia nella massoneria di rito scozzese antico e accettato. Essa comprende 33 gradi. I primi tre corrispondono a quelli della massoneria inglese. Successivamente i gradi sono così divisi: capitolari o rossi dal 4º al 18º; filosofici o neri dal 19º al 30º; amministrativi, bianchi o sublimi dal 31º al 33º. Al Grande Oriente presiede il gran maestro, eletto dall'assemblea dei delegati delle logge.

Cenni storici: diffusione della massoneria

Quasi contemporaneamente alla Grande Loggia di Londra venne creata la Grande Loggia di Francia (1725-35), poi nota come Grand Orient, e in pari tempo le prime logge spagnole, mentre in Italia, sull'influsso inglese e tedesco, le prime logge si ebbero a Firenze tra il 1733 e il 1738, a Roma (loggia giacobita tra il 1735 e il 1737) e a Napoli (1750) dove vennero pubblicate le Costituzioni dei liberi muratori. Alla massoneria, che in breve si era andata affermando ovunque (Olanda, 1722; Russia, 1732; Svezia, 1735; Svizzera, 1736, Germania, 1737; Polonia, 1739), andavano accostandosi e iscrivendosi uomini dotti e illustri: Montesquieu, Martinez de Pasqually, Helvetius, Condorcet, Lavater, Mesmer, J. de Maistre, Marmontel, molti dei quali contribuirono a diffondere prima i germi della Rivoluzione francese poi a determinare l'apertura democratica-liberale successiva alla Restaurazione. Negli Stati Uniti, dove ebbe tra i suoi prestigiosi rappresentanti G. Washington, la massoneria ebbe una funzione importantissima nel processo di liberazione delle colonie. Intanto le teorie del razionalismo che invocavano la nascita di una società ispirata ai principi della ragione per rispondere al piano del divino “Grande architetto dell'Universo”, provocavano la reazione della Chiesa. Già avversa, quest'ultima, alle associazioni segrete di mestieri del Medioevo, anche se esse si ponevano spesso sotto la tutela della sua autorità, emise una bolla di condanna con la In Eminenti apostolatus specula di Clemente XII (1738) e successivamente con la Costituzione Apostolicae Sedis di Pio IX e l'enciclica Humanum genus di Leone XIII (1884). Molto diffusa in Inghilterra e negli Stati Uniti, la massoneria è stata ed è condannata in tutti i Paesi totalitari: messa al bando dal fascismo (1925), dal nazismo (1935), dal franchismo (1939), fu perseguitata dallo zarismo e soppressa dai Sovietici.

Cenni storici: la massoneria in Italia

In Italia la massoneria fu diffusa nel XVIII sec., raccogliendo esponenti del pensiero illuministico che conciliava stabilità delle istituzioni e rinnovamento civile. Ebbe un ruolo di spicco nell'Italia risorgimentale e dell'Unità, specie durante la fase cruciale dell'unificazione politica. Fra i suoi fedeli sostenitori e membri vi furono Manin, Cavour e Garibaldi. Divisa in due grandi rami dal 1908, Massoneria di Palazzo Giustiniani (Roma) o Grande Oriente d'Italia e Massoneria del Supremo Consiglio d'Italia (detto di “piazza del Gesù”) di rito scozzese antico e accettato, di cui era partecipe la Grande Loggia Nazionale, dopo aver abbandonato la pregiudiziale anticlericale, continua la sua attività, oltre la parentesi fascista, e ha organizzato nel luglio 1959 a Genova il I Congresso Costitutivo della Federazione Massonica Europea allo scopo di meglio coordinare l'attività di intervento e di azione. Nel 1973 i due tronconi della massoneria italiana hanno avviato un processo di ricomposizione dal quale si sono però dissociate alcune piccole componenti che facevano riferimento alla famiglia di “piazza del Gesù”. Grande clamore suscitò in Italia lo scandalo P2, una loggia massonica segreta sciolta dal Grande Oriente d'Italia nel 1974.

Bibliografia

W. Anceschi, Che cosa è veramente la massoneria, Napoli, 1949; M. Terzaghi, Fascismo e massoneria, Milano, 1950; D. D. Darrah, History and Evolution of Freemasonry, Londra, 1951; R. F. Esposito, La massoneria e l'Italia dal 1800 ai nostri giorni, Roma, 1956; P. Nandon, La franc-massonnerie, Parigi, 1967; M. Tanferna, Essenza e scopo della massoneria, Roma, 1971; M. E. Allegri, Introduzione al segreto massonico, Torino, 1991.