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clàmide

sf. [sec. XVII; dal latino chlamys-ydis].

1) Corto mantello maschile in uso nella Grecia classica, costituito da un lungo rettangolo di lana, con un angolo arrotondato, che veniva appoggiato sulla spalla sinistra e fermato sulla destra o sul petto per mezzo di una fibula. Ne era consentito l'uso dopo il raggiungimento dei 18 anni ed era portata soprattutto da cavalieri, soldati e viaggiatori. Nell'antica iconografia, è attributo di Mercurio.

2) Per estensione, manto.

3) In botanica, lo stesso che fiore clamidato.

4) Pesce perciforme (Leucochlamys cryptophthalmus) della famiglia dei Brotulidi, pescato alla profondità di 5000 m al largo della costa nordoccidentale della Spagna (capo Finisterre). Ha le caratteristiche dei pesci abissali: la pelle è delicatissima e trasparente, senza pigmento, priva di scaglie, il corpo è lungo meno di 10 cm, compresso e alto nella parte anteriore e terminante con la coda a punta. Il capo è relativamente grande, con occhi piccoli e poco funzionanti, bocca ampia.

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