Questo sito contribuisce alla audience di

differènza

Guarda l'indice

Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino differentía].

1) L'esser differente; caratteristica in cui è fissata la diversità tra persone od oggetti: differenza di rendimento, di classe; c'è una bella differenza, una considerevole disparità; non far differenze, valutare e trattare allo stesso modo; a differenza di (da), diversamente da.

2) Dissenso, conflitto: “le differenze tra mio fratello e me” (Leopardi).

3) In aritmetica, risultato dell'operazione elementare di sottrazione; l'operazione stessa. In una progressione aritmetica, è il valore costante che si ottiene sottraendo da un termine il suo precedente. È detta anche ragione. In particolare, in fisica, differenza di potenziale.

Filosofia

In filosofia, elemento che specifica il grado e la determinazione della diversità. Essa si riferisce a cose che, pur possedendo una qualità comune, differiscono per altre. Per Aristotele le cose differiscono nel genere quando hanno una materia comune, e nella specie quando appartengono allo stesso genere. In tempi moderni J. S. Mill usa il metodo della differenza nella ricerca induttiva, al fine di una comparazione dei fenomeni tra loro. Quello di differenza è un concetto chiave nello sviluppo della filosofia contemporanea. Per M. Heidegger è la differenza fra l'essere e l'ente. Per G. Deleuze occorre mettere in rilievo la pluralità delle differenze contro l'unità rigida e oppressiva dei concetti e delle strutture. Per J. Derrida la differenza è la fonte stessa del pensiero e del linguaggio. La filosofia dell'uomo contemporaneo non può essere che pensiero della differenza. Con filosofia della differenze si intende, inoltre, una corrente filosofica diffusasi a partire dagli anni Settanta del Novecento, particolarmente in Europa e negli Stati Uniti. Essa si richiama manifestamente al femminismo e costituisce parte del nucleo teorico del vasto movimento delle donne. I presupposti di tale corrente sono di assumere come falsa la pretesa di neutralità e quindi di universalità del linguaggio e di promuovere, in sua vece, un linguaggio che tenga conto della differenza più radicale, quella sessuale. Fondatrice e teorica della filosofia della differenze è la filosofa e psicoanalista francese L. Irigaray. In Italia le maggiori esponenti di questa linea di pensiero sono le filosofe A. Cavarero e L. Muraro.

Matematica

In algebra, operazione tra insiemi: la differenza “A meno B” (in simboli oppure A\B) di due insiemi A e B è l'insieme formato dagli elementi dell'insieme A che non appartengono all'insieme B. Se l'insieme B è contenuto nell'insieme A, allora A-B si dice duale o complementare di B in A. Si dice differenza simmetrica di A e B l'insieme formato dagli elementi di A che non appartengono a B e dagli elementi di B che non appartengono ad A. In analisi, è detta differenza finita Δy di una funzione y(x) l'incremento che questa subisce incrementando di una quantità costante uguale a 1 la variabile indipendente: Δy=y(x+1)–y(x). Data una funzione che assuma i valori y₁, y₂,..., yn in corrispondenza dei valori x₁, x₂,..., xn, differenti ciascuno dal precedente per la predetta quantità costante, le espressioni Δyk=yk+₁yk (per k=1, 2,..., n) sono dette differenze finite prime; le differenze finite di differenze finite prime

sono dette differenze finite seconde. Analogamente si procede per il calcolo delle differenze finite di ordine qualsiasi. Sono dette equazioni alle differenze finite equazioni le cui incognite sono funzioni; in esse oltre alle funzioni incognite, che possono essere una o più, compaiono anche le loro differenze finite. La teoria delle equazioni alle differenze finite è analoga a quella delle equazioni differenziali. Differenza infinitesima è invece l'incremento subito da y(x) quando da x si passa a x+h, con h infinitesimo (vedi differenziale).

Statistica

In statistica, la differenza media è una misura assoluta della variabilità, ottenuta facendo la media di tutte le differenze, prese in valore assoluto, fra ogni termine di una distribuzione e tutti i rimanenti; è detta semplice quando è calcolata escludendo le differenze nulle tra ciascun termine e se stesso; è detta con ripetizione in caso contrario. Definita da C. Gini, viene indicata con il simbolo Δ. Il rapporto fra la differenza media e la media aritmetica della distribuzione si chiama differenza media relativa. La media calcolata sui quadrati delle differenze è detta invece differenza media quadratica. La differenza interquartile è sinonimo di deviazione interquartile.