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domanda

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Lessico

(anticamente dimanda), sf. [sec. XIII; da domandare].

1) L'atto del domandare, richiesta di informazioni: fare domande, rispondere alle domande.

2) Petizione scritta, indirizzata a un ufficio pubblico o privato per ottenere qualche cosa; supplica, istanza: domanda di assunzione, di grazia;domanda giudiziale, in diritto processuale civile, la pretesa che l'attore fa valere in un giudizio. A tale scopo si deve proporre domanda al giudice competente e avere per la stessa un diretto interesse. Il giudice, dal suo canto, non può statuire su alcuna domanda proposta contro una parte se questa non è stata regolarmente citata e non è comparsa in giudizio.

3) In economia, la quantità di un bene o di un servizio che i consumatori desiderano acquistare a un dato prezzo ferme restando le altre condizioni (i loro gusti, i loro redditi, ecc.).

Economia

La domanda varia al variare del prezzo e precisamente in senso inverso: diminuisce all'aumentare del prezzo, aumenta al diminuire del prezzo (legge della domanda). La relazione tra prezzo e domanda si chiama scheda o curva di domanda ed è individuale, se riferita alla quantità di un bene o di un servizio domandata da un solo individuo; collettiva, se riguarda la quantità di un bene o di un servizio domandata dalla collettività. Essa esprime quali sarebbero le quantità domandate di un dato bene o servizio in un dato istante qualora tale bene o servizio fosse venduto a prezzi diversi alternativi. La misura in cui la quantità domandata, in un dato momento, varia per ogni data variazione di prezzo, è detta elasticità della domanda rispetto al prezzo. Il coefficiente di elasticità è dato dal rapporto tra le variazioni relative della domanda e le variazioni relative del prezzo. Esso sarà in valore assoluto uguale all'unità se la variazione relativa della domanda è uguale alla variazione relativa del prezzo; sarà maggiore dell'unità (domanda elastica) se la variazione relativa della domanda è superiore alla variazione relativa del prezzo e sarà inferiore all'unità (domanda anelastica o inelastica) nel caso contrario. In genere si ritiene che sia i beni di prima necessità sia quelli di lusso abbiano domanda anelastica. Per alcuni beni di ordine inferiore, l'aumento di prezzo causa un aumento della domanda perché i consumatori meno abbienti, di fronte a un reddito invariato e non potendo comprimere ulteriormente i consumi, devono ridurre la spesa per i beni di ordine superiore (per esempio, carne) aumentando quella per i beni necessari pur aumentati di prezzo (per esempio, pane). Per i beni di lusso, invece, gli acquirenti, attribuendo a tali beni un certo prestigio sociale, ne aumentano il consumo all'aumentare del prezzo. Nell'analisi della domanda entrano anche altri fattori, tra cui il gusto dei consumatori, il loro reddito e il livello del prezzo degli altri beni. La diminuzione del prezzo di un dato bene equivale in sostanza a un aumento del reddito reale disponibile per il consumatore (effetto di reddito). È detto, invece, effetto di sostituzione il fenomeno per cui, dati due beni, se il prezzo di uno diminuisce aumenta la sua domanda a svantaggio della domanda dell'altro bene il cui prezzo è rimasto invariato. In macroeconomia la domanda globale o aggregata è la somma dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni effettuati in un dato sistema economico. Secondo il principio della domanda effettiva, è in generale la domanda aggregata a determinare il livello di attività economica di un dato Paese. Perché tale principio sia valido, si deve supporre l'esistenza di qualche imperfezione nel funzionamento dei mercati che giustifichi la rigidità dei prezzi. Tale principio, già utilizzato da T. Malthus e da S. Sismondi, venne poi ripreso da J. M. Keynes nella sua opera fondamentale Occupazione, interesse, moneta. Teoria Generale (1936), e si contrappone alla legge di Say. Si dice teoria della domanda internazionale reciproca la teoria ricardiana dei costi comparati sviluppata da J. Stuart Mill e A. Marshall.