Questo sito contribuisce alla audience di

durézza (chimica)

termine riferito in chimica alla quantità di sali di metalli alcalino-terrosi presenti in soluzione nelle acque (durezza delle acque). Si usa distinguere la durezza in: totale, temporanea e permanente. La durezza totale è il contenuto complessivo di sali disciolti in un'acqua: riscaldando l'acqua all'ebollizione i bicarbonati si decompongono perché nella reazione di equilibrio

l'ebollizione allontana il biossido di carbonio disciolto nell'acqua e il calcio e il magnesio precipitano sotto forma di incrostazioni costituite dai carbonati neutri; la parte della durezza totale che viene così eliminata è la durezza temporanea, mentre la durezza permanente è rappresentata dai solfati e dai cloruri rimasti in soluzione anche dopo l'ebollizione. La durezza viene misurata in gradi idrotimetrici e i metodi di misura vanno sotto il nome di idrotimetria. Secondo il tradizionale metodo analitico di Boutron e Boudet, la durezza delle acque si determina aggiungendo a gocce a un volume noto dell'acqua in esame una soluzione acquoso-alcolica di sapone di composizione convenzionale; le prime aggiunte della soluzione di sapone non producono schiuma anche agitando energicamente il recipiente perché il calcio e il magnesio dell'acqua consumano il sapone, trasformandolo in saponi di calcio e di magnesio insolubili. Quando tutto il calcio e il magnesio sono precipitati, un'ulteriore aggiunta di sapone determina l'insorgere della schiuma, e dal volume di soluzione di sapone complessivamente utilizzato si calcola la durezza dell'acqua analizzata. Esistono varie unità di misura della durezza; le più comuni sono i gradi idrotimetrici francesi e tedeschi. Con i gradi francesi, la durezza si esprime calcolando per tutti i sali disciolti l'equivalente di carbonato di calcio: un grado francese corrisponde a 10 mg/l di CaCO₃; con i gradi tedeschi la durezza si esprime in ossido di calcio: un grado tedesco è uguale a 10 mg/l di CaO. Un grado francese corrisponde a 0,56 gradi tedeschi. In base alla durezza le acque vengono classificate (in gradi francesi): molto dolci da 0 a 7, dolci da 7 a 14, mediocremente dure da 14 a 22, abbastanza dure da 22 a 32, dure da 32 a 54, molto dure oltre 54. La durezza delle acque naturali varia entro larghi limiti: quelle da usare come acqua potabile devono avere una durezza non superiore ai 30 gradi francesi perché le acque a più elevata durezza si prestano male per la cottura dei cibi, per lavare gli indumenti con il sapone, ecc. Anche negli impieghi industriali dell'acqua un'elevata durezza riesce nociva, per cui si deve ricorrere a trattamenti di depurazione.