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elèttrico (zoologia)

unici tra tutti gli animali, i pesci sono talvolta muniti di organi in grado di produrre scariche elettriche più o meno intense. Si rinvengono pesci elettrici tra gli Attinopterigi di acqua dolce, come le varie specie dei generi Gymnarchus, Mormyrus, Gymnotus, Electrophorus e Malapterurus, e tra gli Elasmobranchi, distribuiti in tutti gli oceani, come le torpedini "Per gli organi elettrici della torpedine vedi figura A e B al lemma dell'8° volume." "Per gli organi elettrici della torpedine vedi le figure A e B alla pagina 525 dell’8° volume." e le razze. Gli organi dei pesci, con la sola eccezione di quelli di Malapterurus, derivano dalla muscolatura; consistono in un numero più o meno elevato di elementi cellulari polinucleati appiattiti (elettropiastre o elettroplacche) immersi in un materiale gelatinoso e racchiusi, singolarmente, in un involucro di tessuto connettivo. In ognuno di questi comparti connettivali penetrano terminazioni nervose, che vanno a distribuirsi su una delle facce dell'elettropiastra, e vasi sanguigni che si diramano in seno al materiale gelatinoso. La faccia innervata assume, quando è stimolata, una polarità negativa, mentre la faccia opposta si carica di elettricità positiva. Gli organi appaiono come masse gelatinose chiare, ben distinguibili dalla circostante muscolatura. Nel caso delle torpedini, per esempio, gli organi sono due, a forma di fagiolo disposti ai lati del capo. Ognuno di essi risulta costituito da numerosissimi elementi prismatici, formati a loro volta da una decina di elettropiastre sovrapposte. Durante la scarica, che è sotto il controllo del sistema nervoso, la differenza di potenziale si instaura tra la superficie ventrale e quella dorsale della torpedine. Non così invece in altri pesci: nei generi Mormyrus, Gymnotus, Gymnarchus e nelle razze, gli organi elettrici sono allungati e situati nella porzione caudale del corpo, e la differenza di potenziale durante la scarica si stabilisce tra la testa e la coda dell'individuo. L'organo elettrico di Malapterurus avvolge, come un involucro semitrasparente, gran parte del corpo dell'animale; a differenza degli altri si ritiene che abbia avuto origine da tessuti ghiandolari. Dal punto di vista dell'intensità della scarica elettrica prodotta, possiamo distinguere due gruppi di pesci: al primo appartengono i pesci a scarica potente (Electrophorus, "Per gli organi elettrici di Electrophorus vedi figura C al lemma dell'8° volume." "Per gli organi elettrici di Electrophorus vedi la figura C alla pagina 525 dell’8° volume." oltre 500 V; Malapterurus, oltre 300 V), al secondo i pesci in grado di produrre scariche debolissime. Anche la funzione dell'elettricità prodotta sembra sostanzialmente diversa nei due gruppi: infatti, le specie a scarica potente se ne servono per tramortire la preda o per difendersi da presunti avversari. Poco chiara la funzione degli organi elettrici a scarica molto debole: nel caso di taluni Gimnotidi e Mormiridi, che emettono in continuazione scariche di intensità minima, si ritiene che il campo elettrico così creantesi attorno al pesce assolva la funzione di rivelare la presenza di ostacoli e di potenziali pericoli; non si può però escludere che tale emissione di elettricità funga anche da richiamo nei confronti di individui di sesso opposto.