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gallicano

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIV; dal latino medievale gallicanus].

1) Agg., relativo alla Chiesa di Francia e al gallicanesimo: liturgia gallicana; canto gallicano; dichiarazione del clero gallicano.

2) Sm., seguace del gallicanesimo.

Liturgia gallicana

Complesso di riti e preghiere in uso nell'Italia settentrionale e in tutti i Paesi transalpini di fede cristiana prima dell'unificazione liturgica introdotta in epoca carolingia. La messa presentava molte affinità con il rito bizantino; l'Avvento durava sei settimane; nell'Ufficio divino le varie parti assumevano nomi diversi: ad secundam, le laudi; ad undecimam, i vespri; ad initium noctis, compieta; nocturni, il mattutino. Alcune delle preghiere della liturgia gallicana sono state accolte nel rito latino. La liturgia gallicana offre una documentazione storica interessante per la comprensione del cristianesimo di quel periodo.

Canto gallicano

Pratica musicale diffusasi parallelamente al rito gallicano, che si sviluppò indipendentemente dal canto romano e da quello ambrosiano. Come il rito gallicano, il canto omonimo scomparve dopo Pipino il Breve e Carlo Magno; le testimonianze dirette che possediamo sono assai limitate e tali da non consentire una completa valutazione. Generalmente più fastoso ed elaborato del canto romano, sopravvisse solo in pochi canti che ci sono stati tramandati ormai inquadrati nel contesto del canto gregoriano.