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minimalismo

sm. [sec. XX; da minimo].

1) Non comune, tendenza a minimizzare o a limitare la portata di un fenomeno o di un problema.

2) Corrente narrativa affermatasi negli anni Ottanta. Nato negli Stati Uniti in piena era reaganiana, della quale riflette (talora anche criticamente) le mode e lo stile di vita, il minimalismo, che ha come capostipiti ideali scrittori come R. Carver e A. Beattie, tende a privilegiare nella scelta degli argomenti le piccole storie della gente comune e della vita quotidiana, trascurando le vicende delle classi dominanti e le grandi tematiche di carattere filosofico e d'impegno ideologico. Tra gli scrittori che hanno suscitato maggiore interesse: D. Leavitt, J. McInerney, B. Easton Ellis. Gli orientamenti del minimalismo hanno avuto, negli Stati Uniti, notevole influenza anche sugli sviluppi della musica e della coreografia.

3) Per l'arte vedi minimal art.

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