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rìccio

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino ericíus, da er eris, riccio e trave irta di punte di ferro].

1) Mammifero insettivoro (Erinaceus europaeus) dell'ordine degli Erinaceomorfi, famiglia degli Erinaceidi, detto anche porcospino a causa della pelle del dorso e dei fianchi munita di fitti peli, brevi, irti e acuminati.

2) In botanica, cupola spinosa, formata da quattro brattee saldate fra loro, che avvolge il frutto del castagno. Per analogia viene così indicato anche il pericarpo che avvolge i semi del frutto dell'ippocastano.

3) Antica macchina da guerra, costituita da una grossa trave irta di punte di ferro, che si poneva in mezzo alla breccia per ostruire il passaggio agli assalitori.

Zoologia

Il riccio ha una colorazione bruno-grigiastra superiormente, grigio-crema inferiormente; ha zampe corte; una muscolatura sottocutanea ben sviluppata avvolge tutto il dorso dell'animale sino ai fianchi, dandogli la possibilità di avvolgersi su se stesso e nello stesso tempo di rizzare gli aculei a proteggere muso, zampe e parti inferiori del corpo rivestite di sola peluria. Lungo al massimo ca. 30 cm è diffuso, anche con molte sottospecie, in tutta Europa e anche in Siberia, ma non oltre il 60º parallelo. Ha la vista meno sviluppata dell'udito e dell'olfatto: il suo naso, organo di fiuto e di tatto, ha il compito di “selezionare” le cose prima dell'azione. È attivo nelle ore crepuscolari e notturne per la ricerca del cibo; pur avendo un habitat abbastanza vario predilige le zone boscose o arbustive non molto umide, trascorrendo la giornata generalmente nascosto fra il fogliame in tane che scava nel terreno a più di 50 cm di profondità. Nel periodo invernale il riccio cade in letargo e la riproduzione avviene in estate: dopo una gestazione di ca. 40 giorni, la femmina partorisce, in genere, da tre a sei piccoli dapprima ricoperti di aculei morbidi. Divora molti insetti nocivi alle colture dell'uomo oltre a chiocciole, topi e perfino vipere dal cui morso è protetto grazie al rivestimento di aculei. Dati i suoi orari di attività, comunque, al contrario di quanto talvolta viene detto, non è un predatore naturale di questi animali, che negli stessi climi sono prevalentemente diurni. È un animale assolutamente innocuo che si può persino addomesticare e che in un certo modo si affeziona. Non teme quindi l'uomo e non è raro trovare la sua tana vicino a capanni, fienili e fattorie. Simile a questo è il riccio d'Algeria (Erinaceus algirus) che si distingue per gli aculei più chiari che sulla fronte formano due ciuffi separati. È diffuso lungo le coste mediterranee dell'Africa occidentale, della Spagna e della Francia. Allo stesso genere del riccio appartengono altre 4 specie.

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