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selezióne cromàtica

procedimento con cui si usa scomporre un originale a colori, trasparente od opaco, in tre fotografie separate e distinte in bianco e nero, ognuna delle quali riproduce uno dei colori primari di cui l'originale stesso è composto: il cyan (blu azzurro), il magenta (rosso violaceo) e il giallo. Si utilizza la selezione cromatica di tipo CMYK (dalle iniziali inglesi dei colori primari più K per il black) per le stampe in sintesi sottrattiva (tipicamente le stampe tipografiche), di tipo RGB per la visualizzazione in sintesi additiva (proiezione). Ogni immagine servirà a ottenere idonee matrici che, inchiostrate coi rispettivi colori e sovrapposte, consentiranno, su una macchina da stampa, di ricomporre l'originale di partenza. Per ottenere una selezione cromatica si ricorre a un processo fotomeccanico che comporta l'uso dei filtri di selezione cromatica appropriati, di un'apparecchiatura fotografica (ingranditore, bromografo, macchina fotografica, scanner), di un'adatta sorgente luminosa e di pellicole fotografiche, sensibili a tutto lo spettro di luce visibile (emulsioni pancromatiche od ortopancromatiche). Il processo di selezione cromatica può essere realizzato a tre colori (tricromia), "Per lo schema del procedimento usato per la selezione cromatica in tricromia vedi la figura a pagina 32 del XX volume." "Per il procedimento per la selezione cromatica in tricromia vedi schema al lemma del 17° volume." a quattro colori (quadricromia) o a sei colori (esacromia): le differenze sono date dal numero di filtri impiegati nella trasmissione spettrale degli stessi e, quindi, anche dagli inchiostri utilizzati per la fase di stampa. Il processo di selezione cromatica usato oggi in prevalenza è quello di quadricromia che comporta l'uso di quattro filtri. In pratica si realizza fotografando l'originale quattro volte, ogni volta attraverso un filtro determinato, che lascia passare solamente il proprio colore e trattiene totalmente quello complementare, e in particolare: il blu violetto che seleziona (trattiene) i gialli, il verde scuro per il magenta, il rosso per il cyan e il giallo per il nero. Quest'ultimo può anche essere sostituito da esposizioni parziali con gli altri tre filtri. I negativi così ottenuti forniranno positivi contenenti esclusivamente i colori trattenuti dai filtri. Lo stesso procedimento si può ottenere con un computer partendo dalle immagini riprese da una fotocamera digitale o acquisite tramite uno scanner: in questo caso un algoritmo trasforma le componenti RGB dell'immagine digitale nelle componenti CMYK. Solo macchine particolarmente sofisticate possono eseguire però selezioni cromatiche in esacromia o modificare i valori dei filtraggi in relazione ai colori effettivi degli inchiostri di stampa che possono variare a seconda del produttore e dell'invecchiamento. Una buona macchina selezionatrice deve poter essere calibrata per compensare le differenze dello spazio dei colori dei vari mezzi utilizzati, a partire dalla ripresa, fino agli inchiostri e alla dominante del colore della carta.