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telàio

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Lessico

Sm. [sec. XIV; latino volg. telarĭum, da tela, tela].

1) Macchina per tessere che lavora intrecciando perpendicolarmente tra loro i fili di trama e di ordito: telaio a mano, meccanico. Per estens.: telaio da ricamo, arnese, per lo più di forma circolare, sul quale si tiene tesa la tela da ricamare.

2) Struttura di sostegno, intelaiatura, ossatura per lo più costituita da elementi prevalentemente rettilinei congiunti insieme in modo da formare un'armatura piuttosto rigida e stabile: il telaio di un mobile, l'ossatura fissa cui si applicano gli elementi mobili (sportelli, ripiani ecc.). Con sensi specifici nelle diverse accezioni tecniche: A) in edilizia, struttura piana, continua, costituita da elementi-trave collegati tra loro in modo da formare un insieme rigido e indeformabile; cornice rettangolare di un infisso nella quale viene fissato un pannello o un (o più) vetro; quando è fissata alla struttura muraria è detta, più propr., controtelaio. B) In meccanica, struttura generalmente metallica alla quale vengono ancorati gli organi che compongono una macchina; membro fisso di un meccanismo. C) Nella tecnica ferroviaria, telaio degli aghi, parte mobile dello scambio che ha il compito di instradare il treno sul ramo diretto o sul ramo deviato della linea. D) Nella costruzione navale, telaio di poppa, struttura poppiera che sopporta direttamente il timone e l'elica (v. anche dritto). E) In metallurgia, telaio di laminatoio, parte della gabbia di laminazione, mobile e registrabile mediante viti, in cui sono ricavate le sedi per i cuscinetti dei cilindri; telaio di raffreddamento, dispositivo di raffreddamento a circolazione d'acqua per i portelli di alcuni forni, necessario per evitare le deformazioni dei dispositivi di apertura e chiusura dovute all'elevata temperatura. F) In tipografia, intelaiatura metallica indeformabile entro cui vengono bloccate a registro le composizioni tipografiche e relative marginature. G) Nelle telecomunicazioni, telaio telefonico, intelaiatura di supporto e fissaggio dei banchi di contatto dei selettori elettromeccanici e delle relative interconnessioni mediante il cosiddetto multiplo di banco. I telai telefonici vengono realizzati secondo una data normalizzazione in modo da consentire l'allineamento in senso verticale di un dato numero di selettori, caratteristico del relativo sistema telefonico. I telai di media frequenza sono un insieme di componenti relativi ai circuiti della “media frequenza” dei televisori che vengono spesso sistemati su adatti supporti elettromeccanici, detti appunto telai o anche telaietti, che vengono prodotti in serie e posti in vendita dopo un precollaudo che tiene conto delle caratteristiche dei componenti attivi del circuito (transistori o valvole). L'uso di telai per le apparecchiature complesse tende ormai a essere molto limitato, stanti la miniaturizzazione e il ridotto ingombro degli apparati. L'assemblaggio dei dispositivi consiste per lo più nell'inserimento di schede elettroniche specializzate in opportuni connettori.

Cenni storici

I primi studi per meccanizzare le operazioni di tessitura risalgono a Leonardo da Vinci che ha lasciato schizzi di dispositivi per rendere automatici il movimento della spola e l'alzata dei licci. Nel 1606, C. Dagou adottò un sistema di corde per comandare l'alzata dei licci: la spola veniva ancora lanciata a mano (telaio à la tire); nel 1725 B. Bouchon introdusse un comando a rullo perforato di cartone per l'alzata dei licci nel quale a ogni foro corrispondeva un liccio. La spola volante, cioè comandata da una molla che la lanciava da un lato all'altro dell'ordito, fu introdotta nel 1733 da J. Kay; nel 1738 lo stesso Kay applicò il pettine a comando meccanico per serrare i fili di trama. Il primo a ottenere la ripetizione meccanica dei movimenti di un tessitore fu E. Cartwright che nel 1785 realizzò il primo telaio meccanico a spola volante comandata dall'albero motore che azionava anche il sollevamento dei licci, l'abbassamento del pettine e il moto dei rulli portaordito e portatessuto. L'idea di ottenere l'alzata dei licci secondo un ordine che permetteva di realizzare un tessuto operato fu perfezionata nel 1804 da J.-M. Jacquard, che introdusse un dispositivo provvisto di piccoli arpioni, ciascuno collegato a un filo e comandati da un cartone perforato, sistema ancor oggi in uso, anche se perfezionato. Nel 1822 R. Roberts costruì i primi telai a incastellatura metallica, completamente meccanizzati, mossi da macchine a vapore; la ratiera fu introdotta da S. Crompton e perfezionata da R. L. Hattersley e J. Hill nel 1869. Il primo telaio automatico fu realizzato nel 1890 da J. H. Northrop e nel 1909 G. Westinghouse applicò un motore elettrico per il moto e il comando dei dispositivi dei telai automatici. Il primo telaio senza navetta è stato ideato nel 1950 da S. Gebrüder.

Etnografia

La più antica forma di telaio è quella detta “a mano”: non si trattava di una macchina quanto di un dispositivo che permettesse l'intreccio rapido dei grossolani fili allora usati. I tipi, ancor oggi diffusi, sono il telaio a spalla, nel quale i fili di ordito vengono tenuti da corde laterali, un estremo delle quali viene annodato a un palo, un albero o altro sostegno, mentre gli altri estremi, uniti fra loro, girano intorno alla vita del tessitore che in tal modo regola la tensione dell'ordito; il telaio orizzontale, formato da due bastoni tesi, paralleli a una certa distanza e fissati a quattro pioli; fra questi viene teso l'ordito, i cui fili rimangono in tensione costante; il telaio verticale è analogo al precedente ma in esso i due bastoni sono fissati rigidamente a una struttura rettangolare piantata in terra. Il movimento dei fili d'ordito e il passaggio dei fili di trama per ottenere l'intreccio vengono effettuati a mano, talvolta con l'aiuto di una bacchetta; in alcuni telai verticali usati nell'area afroasiatica il movimento di più bacchette (licci), che alzano i fili d'ordito a piacere, è comandato da un pedale e da un sistema a leve (telaio a pedale); questo tipo di telaio più evoluto è stato introdotto in Cina in epoca remota e consente la fattura di tessuti decorati e di tappeti.

Tecnica

Pur avendo caratteristiche differenti secondo il tipo di filato da impiegare e il tessuto da ottenere, i telai sono praticamente costituiti da una struttura metallica che sorregge i diversi dispositivi necessari alla tessitura; i fondamentali sono: il subbio, situato nella parte posteriore del telaio, sul quale sono stati preventivamente avvolti i fili che serviranno da ordito nel tessuto da produrre; i licci, formati da un'intelaiatura metallica alla quale sono applicate una serie di maglie disposte in senso orizzontale e al centro delle quali vi è un foro nel quale passa il filo di ordito; il numero minimo di licci necessario per la produzione di un tessuto è di due; un organo di comando del movimento di alzata e abbassata dei licci; questo movimento (invergatura), determinato da eccentrici o dalla ratiera, viene trasmesso ai fili di catena per cui si scostano i fili pari dai fili dispari, formando un'apertura, o passo, attraverso la quale viene fatto passare il filo di trama; la navetta, a forma di siluro, che porta al suo interno una spoletta con il filo di trama ed è dotata di movimento alternato ortogonale rispetto ai fili d'ordito; la navetta scorre lungo un'idonea guida e inserisce il filo di trama tra quelli di ordito secondo il rapporto d'armatura desiderato; il pettine che, sospeso tra i fili di ordito, è collegato alla cassa battente e, a ogni passaggio della navetta, spinge i fili di trama uno vicino all'altro determinando così la fittezza del tessuto che si sta formando; il cilindro sul quale si arrotola il tessuto prodotto. In alcuni telai ad alta produttività, che sarebbe più giusto chiamare “macchine per tessere”, non esiste la navetta: il filo di trama viene fatto passare attraverso quelli di ordito mediante un oggetto mobile (pinza, proiettile, getto d'aria o d'acqua sotto pressione) che raccoglie il filo da una rocca posta a lato della cassa battente e lo fa scorrere nel passo; la produttività di tali macchine è molto elevata e il tessuto risulta assai più compatto e uniforme, ma i costi di produzione sono maggiori rispetto a quelli dei telai tradizionali. Il numero dei licci e delle navette, così come il comando di questi, varia secondo le caratteristiche del tessuto che si vuol realizzare e il tipo di filato impiegato; inoltre, secondo i casi, i telai vengono dotati di organi supplementari, per esempio di rotaia circolare di scorrimento per la o le navette, nei telai circolari con i quali si ottengono tessuti tubolari; di sorta di scatolette (cassini) contenenti più navette per ottenere tessuti a più colori; di aghi di acciaio che si inseriscono di volta in volta nel passo, nei telai per velluti, tappeti e, in genere, per la formazione di ricci o anelli sul tessuto; di un dispositivo jacquard, nei telai automatici per la formazione di tessuti operati. Inoltre, i telai possono essere a ratiera, nei quali il comando dei licci è effettuato da una macchinetta, detta appunto ratiera, posta sopra il telaio e collegata all'albero motore; a eccentrici esterni, nei quali i licci ricevono il movimento da eccentrici posti ai lati del telaio; a eccentrici interni, quando gli eccentrici sono disposti all'interno dell'incastellatura del telaio. I moderni telai sono tutti automatici, per cui l'intervento manuale è limitato al rifornimento, all'annodatura dei fili che eventualmente si rompono, al carico e scarico e ai controlli e interventi eccezionali; i telai sono, infatti, quasi tutti a cambio automatico di spola (quella esaurita viene sostituita automaticamente nella navetta a telaio funzionante) o di navetta, per cui un operatore può curare più telai contemporaneamente.

Costruzioni

Il telaio più semplice, detto portale, è costituito da un elemento orizzontale (corrente) solidale con altri due verticali (montanti); rappresenta una struttura rigida e indeformabile di grande resistenza, in quanto il suo comportamento monolitico gli consente di resistere ugualmente bene a carichi sia verticali sia orizzontali. Infatti, sotto l'azione di forze verticali il corrente si inflette, provocando la rotazione dei montanti; tutte le parti del telaio risultano così sollecitate sia a flessione sia a compressione, anche se con diverse distribuzioni. Nel caso, invece, di forze orizzontali, la continuità della struttura, quindi la compartecipazione degli elementi, fa sì che parte del carico venga trasmessa anche ai montanti non direttamente sollecitati. Esternamente il telaio può essere vincolato in modo più o meno rigido (incastri, cerniere) secondo la necessità; esso costituisce in ogni caso un sistema iperstatico. Dal portale semplice si può passare al doppio e quindi a quello multiplo, per successive aggregazioni, con aumento progressivo della rigidezza, e quindi della resistenza d'insieme, per la continuità che si stabilisce tra un numero sempre maggiore di elementi; estendendo l'aggregazione anche a una terza dimensione, si ottengono i telai tridimensionali.

Meccanica

In varie macchine è ancora usato un telaio per irrobustirne la struttura, generalmente costituito da una struttura a traliccio fatta con elementi profilati o tubolari uniti per saldatura o brasatura, più raramente per chiodatura: dimensioni e forma dipendono dagli organi che sopporta e dalle prestazioni a esso richieste. Comunque, in ogni macchina la funzione del telaio può essere sostituita da un'altra struttura che abbia le caratteristiche per poterlo fare; è il caso di alcuni gruppi elettrogeni di piccola dimensione o dei trattori agricoli gommati dove la funzione di telaio è svolta dal basamento degli organi meccanici. Nei veicoli ferroviari il telaio è presente nelle motrici con funzione di supporto degli apparati di bordo e nei carrelli; nelle biciclette è costituito da elementi tubolari in acciaio che collegano il canotto di sterzo con la forcella della ruota posteriore e sostiene pedaliera e sellino; nei motoveicoli ha la funzione di unire la testa di sterzo con i punti di attacco della sospensione posteriore ed è generalmente formato da elementi tubolari in acciaio a sezione tonda, ovale o quadra; su di esso appoggiano anche il serbatoio del carburante e la sella, mentre il motore viene disposto in modo da integrare la struttura del telaio assolvendo così a una funzione portante. Vengono anche usate, soprattutto per i motoveicoli leggeri e per i motoscooter, soluzioni a struttura mista, cioè con tubolari e lamiera stampata saldati fra loro. Negli autoveicoli, la funzione portante e di collegamento del telaio viene assolta dalla scocca, ma nelle automobili più pesanti e nei veicoli per fuoristrada possono essere presenti elementi longitudinali (longheroni) e/o trasversali (traverse) di rinforzo; invece, la maggior parte dei veicoli industriali adotta ancora un telaio costituito da due longheroni a T o scatolati uniti fra loro da robuste traverse, tutti in acciaio; il telaio ha la funzione di supportare gli organi meccanici e di collegare fra loro i due o più assali del mezzo; in particolare, i trattori stradali sono dotati anche di un robusto controtelaio posto sopra il telaio, sul quale viene montata la ralla per l'aggancio del semirimorchio, onde distribuire il peso del carico evitando che gravi in una zona ristretta; anche negli autobus, filobus, tram e nei pullman è presente il telaio che, però, ha una struttura a traliccio integrata nella carrozzeria.