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terzìna

sf. [sec. XVI; da terzo].

1) Strofa di tre versi, formata da endecasillabi che generalmente hanno la rima incatenata secondo lo schema ABA, BCB, CDC ecc., oppure più raramente da settenari. Nella poesia italiana fu usata soprattutto da Dante, ripresa da F. Petrarca e L. Ariosto (metro delle Satire) e, nei tempi moderni, da G. Carducci, G. Pascoli e G. D'Annunzio.

2) Figura ritmica irregolare costituita da un gruppo di tre note il cui valore equivale a quello di due della stessa specie. Attualmente si indica con un 3 posto sopra o sotto le note che formano la terzina.

3) Anticamente, terno al lotto.

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