Lessico

sf. [sec. XIV; da tessere].

1) L'operazione del tessere, che, svolta in modo artigianale o industriale, porta alla fabbricazione dei tessuti: tessitura del lino; il modo in cui si tesse: tessitura rada, fitta. Nell'uso tecnico, anche lo stabilimento in cui tale operazione si effettua. Per estensione, qualsiasi lavoro di intreccio: tessitura di cestini, di stuoie; anche disposizione a intreccio e, più in genere, conformazione, struttura: tessitura di una roccia, disposizione dei minerali componenti.

2) Fig., composizione e disposizione degli elementi che costituiscono un'opera d'arte: tessitura tonale di un dipinto;tessitura di un romanzo, trama. In particolare, in musica, registro entro cui in generale può spaziare una voce, uno strumento. Meno comune, preparazione accurata, macchinazione: tessitura di un tranello.

Etnologia

La tessitura è una tecnica molto antica derivata dalla pratica dell'intreccio usato per fabbricare le stuoie e i canestri: l'armatura più semplice è, infatti, quella a due fili, ordito e trama, intrecciati fra loro perpendicolarmente; sempre con la medesima tecnica è stato possibile ottenere tessuti decorati. La specializzazione di questa attività artigianale portò col tempo alla costituzione di gruppi di persone che si tramandavano di padre in figlio le tecniche, i disegni, le composizioni per le tinture e, spesso, anche il commercio dei prodotti. Ancor oggi, la tessitura viene eseguita, presso molti gruppi etnici, solo da caste o corporazioni di artigiani.

Industria

La tessitura meccanica si svolge secondo un determinato ciclo di operazioni: ricevimento del filato, generalmente su rocche, dalla filatura; controllo, mediante adeguate strumentazioni, del titolo, della torsione e della composizione dei filati; preparazione dei subbi sui quali si dispongono i fili di ordito, eventualmente con l'applicazione, sui filati a capo unico, di una pellicola protettiva di bozzima; preparazione della trama, su spolette nel caso in cui la tessitura venga eseguita ancora con telai a navette, su rocche di grandi dimensioni nel caso in cui la tessitura venga eseguita con moderne macchine per tessere senza navetta. L'operazione di tessitura vera e propria è automatica e, in linea di principio, viene ancora eseguita come nei telai a mano: i licci controllano i movimenti in verticale dei fili di ordito, comandandoli in modo da formare l'apertura del passo, nella quale viene inserita la trama, secondo l'armatura prestabilita; le trame vengono accostate a ogni passaggio dal pettine a formare il tessuto che, a mano a mano, si avvolge su di un rullo avvolgitore comandato automaticamente, in sincronismo con lo svolgimento dell'ordito dal subbio. L'inserzione della trama può avvenire con la navetta, che porta nel passo la stessa spoletta con il filo di trama: si parla in questo caso di telaio a navetta. Oppure mediante un elemento portatore di trama (proiettile, lancia, getto fluido) che preleva il filo da una rocca stazionaria su un lato della macchina e lo trascina nel passo nella quantità minima necessaria per coprire l'intera larghezza del tessuto. Questi sistemi consentono di sollecitare molto meno i fili, di aumentare le velocità di tessimento e di ridurre i consumi energetici. In questi casi si parla di macchine per tessere. La scelta del telaio è in funzione del tipo di tessuto che si vuole ottenere e del filato (cotone, lana, seta, fibre artificiali ecc.) che si adopera. Quando la pezza di tessuto è ultimata viene sottoposta alle prove tecniche previste, quindi è inviata nei reparti adatti dove si svolgono le varie operazioni di finissaggio e di lavaggio e, eventualmente, di tintura per ottenere il prodotto commerciale. I parametri di cui bisogna tenere conto nella tessitura, e che devono essere determinati inizialmente e controllati nello svolgersi delle operazioni, sono: composizione, titolo, torsione e colore dei filati da impiegare in trama e in catena; numero dei fili della catena (ordito) e spazio entro cui devono essere contenuti una volta finito il tessuto (altezza del tessuto); fittezza del tessuto da fabbricare (riduzione); intreccio della trama con l'ordito (armatura); ordine di successione del colore, del titolo e del tipo dei filati di catena (nota di orditura); colori, titoli, tipi dei filati di trama nell'ordine con cui devono venire intrecciati con i fili di ordito (nota di tessimento); quantità di filato necessaria, sia in trama sia in ordito, per la fabbricazione di una pezza di tessuto; operazioni di finissaggio necessarie; costo al metro lineare. In Italia, i produttori di tessuti di lana (lanerie e drapperie) sono localizzati nel Biellese, a Prato e in provincia di Vicenza; i produttori di tessuti di cotone si trovano principalmente in Lombardia; i tessuti di seta quasi esclusivamente nella provincia di Como; in Brianza si trova la quasi totalità dei fabbricanti di tessuti per arredamento; i tendaggi vengono prodotti nella zona di Chieri e nelle province di Varese e Como; i tappeti nella provincia di Bergamo, nell'alto Milanese e in Toscana; nell'Empolese si producono tessuti per impermeabili. Con l'introduzione generalizzata delle macchine per tessere in sostituzione dei telai a navetta la tessitura sta vivendo una fase di spiccata ristrutturazione, con un aumento delle immobilizzazioni tecniche per addetto e con una automatizzazione sempre più spinta.

Petrografia: generalità

Il termine è usato con significati diversi: nella letteratura anglosassone è riferito alle caratteristiche microscopiche delle rocce; nel linguaggio geologico della maggior parte degli autori europei, s'intende per tessitura delle rocce eruttive e metamorfiche la disposizione dei componenti minerali nello spazio osservabile direttamente negli affioramenti. Per le rocce sedimentarie ci si riferisce alle dimensioni, forma e reciproche relazioni dei minerali nella roccia.Le tessiture sono dette primarie o secondarie se, rispettivamente, formatesi contemporaneamente o successivamente alla formazione della roccia. Per le rocce magmatiche intrusive, consolidatesi in profondità, è difficile distinguere una tessitura propria; le più tipiche sono la tessitura orbicolare o sferoidale, presentata da alcuni graniti e dioriti i cui componenti minerali sono riuniti in straterelli concentrici composti alternativamente da minerali diversi (per esempio diorite orbicolare della Corsica, granito Rapakiwi della Finlandia), e la tessitura brecciata, causata da azioni tettoniche intervenute nel corso del consolidamento del magma, che hanno determinato delle fratturazioni orientate nella roccia. Più interessanti e varie sono le tessiture delle rocce effusive, dirette testimonianze delle caratteristiche delle lave. Si parla in generale di tessitura parallela (piano-parallela, lineare, lenticolare) se si è prodotto un allineamento parallelo di cristalli ad abito prismatico allungato con la direzione delle correnti laviche. Si distinguono poi tessiture vacuolari, scoriacee, bollose quando i gas, uscendo dalla massa lavica, formano piccoli vacuoli, del diametro variabile da uno a qualche millimetro, e delle increspature, cosicché la roccia risultante assume un aspetto poroso e spumoso; se il volume dei vuoti supera quello della parte piena la tessitura viene detta pomicea. Quando le cavità e le bollosità vengono riempite da minerali di origine idrotermale (calcedonio, calcite, zeoliti) la tessitura si dice amigdaloide; esempi si hanno spesso nelle rocce basaltiche. Se i vuoti sono dovuti, invece che a fuga di gas, a diminuzione di volume della roccia in via di consolidamento per le differenze di densità tra cristalli e parte vetrosa, si parla di tessitura saccaroide o miarolitica. Nelle rocce metamorfiche si osservano essenzialmente due tipi fondamentali di tessitura: la tessitura scistosa, tipica degli scisti cristallini, determinata dall'orientazione preferenziale di alcuni minerali per cui l'aspetto della roccia è nettamente diverso lungo i piani di scistosità e trasversalmente a essi, e la tessitura gneissica, determinata dall'alternanza di bande o lenti scistose e non scistose. All'interno di questi due tipi, si distinguono: la tessitura lineare, determinata dall'allineamento secondo un'unica direzione di minerali fibrosi e allungati; la tessitura occhiadina, costituita da grossi noduli, in genere monominerali (quarzo, feldspato, granati), su cui si dispongono gli elementi lamellari e flessibili della roccia così che il piano di scistosità appare ondulato; la tessitura amigdaloide o ghiandolare, tipica degli gneiss, simile alla precedente ma con noduli allungati a forma di mandorla; la tessitura zonata, frequente negli gneiss e nelle rocce metamorfosate per contatto, dovuta all'iniezione entro la roccia di materiale eruttivo.

Petrografia: rocce sedimentarie

Nelle tessiture delle rocce sedimentarie si distinguono tessiture di rocce detritiche o clastiche e tessiture di rocce non clastiche. Le prime, dette appunto tessiture clastiche, sono caratterizzate dall'aggregazione disordinata dei vari frammenti ed elementi costituenti la roccia; il materiale dell'aggregato, quando è formato da elementi di dimensioni nettamente diverse, viene distinto in granuli (frazione grossolana) e matrice (frazione fine), per analogia con la distinzione tra cristalli e massa o pasta di fondo delle rocce eruttive; in molte rocce clastiche è poi quasi sempre presente tra i granuli un materiale legante, chiamato cemento. Le tessiture non clastiche sono date da aggregati di granuli, di varia forma e dimensione, disposti a mosaico senza che sia distinguibile uno spazio intergranulare; esempi tipici si hanno nei gessi e nel salgemma e le tessiture, per analogia con le strutture eruttive, vengono chiamate granulari cristalline, a grana fine, media e grossolana. Se il sedimento o la roccia ha subito una ricristallizzazione si parla di tessiture cristalloblastiche, equigranulari o granoblastiche (calcari cristallini), e tessiture porfiroblastiche (alcune dolomie con grossi cristalli di dolomite sparsi in una grana fine) secondo le reciproche dimensioni dei componenti minerali.

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