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vernìce

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino medievale veronix-icis, resina odorifera, dal nome della città di Berenice in Cirenaica; nel significato 3 dal francese vernissage].

1) Sostanza o insieme di sostanze più o meno dense che, spalmate su una superficie, solidificano e formano una pellicola protettiva e ornamentale: dare due mani di vernice, due strati. In particolare, componente non volatile di una pittura.

2) Fig. apparenza superficiale: ha solo una vernice di cultura.

3) Inaugurazione di una mostra d'arte cui sono ammessi solo invitati speciali, autorità, critici; anche inaugurazione di edifici pubblici e simili.

4) Vernice Martin, tipo di lacca francese che ha preso il nome dell'artigiano, Guillaume Martin, che la brevettò nel 1748. Diversa per sostanze e trattamento tecnico dall'autentica lacca orientale, la vernice Martin ebbe vasta applicazione sul mobile francese del Settecento con effetti decorativi che richiamavano quelli della resina orientale, specie nell'imitazione delle lacche del Coromandel, di cui andarono famosi i laboratori dei fratelli Martin, tanto da essere incorporati nella “Manufacture Royale des Meubles de la Couronne”.

5) Vernice molle, procedimento d'incisione chimica simile all'acquaforte. Al ricoprimento protettivo antiacido è aggiunto del sego che lo mantiene molle, anche dopo il raffreddamento della lastra. Su questo strato si stende un foglio di carta leggera e su di esso si traccia il disegno. La vernice aderisce alla carta dove è stata pressata dalla matita, per cui, togliendo la carta, la lastra rimane scoperta in corrispondenza del disegno. Questa tecnica è usata di solito come base all'acquatinta.

6) In embriologia, vernice caseosa, sostanza untuosa, composta di sebo e cellule epiteliali di desquamazione, che ricopre la pelle del feto.

Chimica

Una vernice risulta costituita da più elementi diversi che, insieme con i coloranti e i pigmenti, contribuiscono a caratterizzarla: A) Resinetermoplastiche o termoindurenti od oli siccativi che, dopo volatizzazione del solvente, formano il film protettivo della superficie coperta; le caratteristiche del film variano secondo la funzione che gli è richiesta (estetica, anticorrosiva, opacizzante, ecc.); fondamentale è la capacità del film di adattarsi facilmente ai movimenti della superficie in seguito a variazioni termiche o di umidità dell'ambiente esterno. B) Diluenti, per conferire un'adatta viscosità alla massa fluida, con percentuali diverse secondo la modalità di applicazione della pittura (a spruzzo, a pennello, ecc.). C) Solventi in grado di solubilizzare la vernice e facilmente volatizzabili dopo la stesura della vernice; possono essere sia composti organici sia acqua. D) Additivi diversi, quali inspessenti per aumentare la viscosità della massa, anticorrosivi e antiultravioletti per aumentare la resistenza chimica all'ambiente esterno, disperdenti per favorire la solubilità dei diversi componenti nel solvente, opacizzanti, antimuffa, ecc. Di norma, l'industria delle vernici provvede alla loro preparazione e commercializzazione ma non a quella delle materie prime che vengono prodotte da industrie operanti nel campo delle materie plastiche; le resine utilizzate per le vernici sono prodotte con tecniche di polimerizzazione simili a quelle per la produzione di materie plastiche o gomme sintetiche, dalle quali si diversificano per i pesi molecolari più bassi. Le vernici vengono classificate in base al solvente, al diluente, al modo di essiccarle, alle resine adoperate, al loro impiego, agli additivi introdotti, ecc.

Vasi a vernice nera

Con questo termine si indicano i vasi a semplice vernice nera, non dipinti, prodotti in Grecia e in Italia già a partire dalla fine del sec. V a. C., ma soprattutto in età ellenistica. La forma del vaso, liscio o strigilato, è spesso legata a modelli metallici, con grande varietà tipologica (crateri, coppe, oinochóai, cantari, gutti, ecc.). Questo tipo di ceramica, quasi esclusiva dopo il 280 a. C., è comunissima nelle tombe e nei santuari e si collega a vari centri di produzione, sia in Grecia (Atene) sia nell'Italia meridionale (Taranto, Cales), in Sicilia, in Etruria e nella stessa Roma.