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Influenza: al via la sperimentazione sull'uomo del vaccino universale

In termini di salute, la stagione più insidiosa è sicuramente quella invernale. Il sopraggiungere dell'inverno, infatti, non porta con sé solo i primi freddi ma anche l'influenza e la conseguente 'corsa' al vaccino.

In Italia e nel mondo, gli ultimi anni in particolare hanno visto molte persone procedere all'immunizzazione per il virus dell'influenza stagionale col fine di evitare di passare la classica settimana alle prese con febbre, raffreddore e dolori alle ossa.
Tuttavia le cose potrebbero presto cambiare, in termini di vaccinazioni. Un team di ricercatori dell'Università di Oxford ha infatti dato avvio alle prime sperimentazioni sull'uomo di quello che potrebbe diventare il vaccino universale contro l'influnenza.

In materia di prevenzione si tratta di un cambiamento decisamente epocale, di cui avevamo già avuto il sentore qualche tempo fa quando si parlava dei super-anticorpi generati dal virus H1N1.

In particolare il team di Oxford guidato da Sarah Gilbert avrebbe messo a punto un vaccino polivalente, la cui efficacia sarebbe quindi valida per tutti i ceppi conosciuti di influenza.
Il risultato è stato ottenuto grazie a un nuovo trattamento, che punta ad attaccare una diversa parte del virus rispetto ai vaccini tradizionali e stagionali. Il vaccino polivalente, infatti, andrebbe a colpire le parti comuni a tutti i ceppi influenzali, senza considerare le normali mutazioni più esterne che ogni virus affronta annualmente.

Per ora la sperimentazione è stata condotta su 22 persone, delle quali solo la metà è stata vaccinata con il nuovo vaccino polivalente. Successivamente, a tutti e 22 i volontari è stato inoculato il virus influenzale appartenente al ceppo H3N2. I risultati hanno sorpreso anche i ricercatori, poiché il vaccino ha funzionato su tutti gli 11 volontari sottoposti a vaccinazione, i quali hanno mostrato un maggior livello di attività dei Lifociti T, atti a combattere i virus nel corpo.

Si tratta di una notizia sorprendente, che potrebbe cambiare per sempre il modus operandi solitamente utilizzato per combattere le pandemie influenzali.
La produzione di un solo vaccino, infatti, sarebbe sia un risparmio in termini di ricerca, che non dovrebbe ogni anno generare un vaccino per il virus del momento, ma anche di denaro.

Il vaccino polivalente contro l'influenza, infatti, "somiglierà di più a una vaccinazione di lunga durata come quella contro il tetano", ha affermato Sarah Gilbert. La sua durata, quindi, sarà decennale, alla scadenza della quale sarà sufficiente effettuare un semplice richiamo.

Ovviamente il vaccino polivalente dovrà effettuare un lungo periodo di sperimentazione per assicurare che ad esso non siano associati effetti collaterali. Proprio per questo ci vorranno anni prima che possa essere disponibile sul mercato.

08/02/2011

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