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àlcol o àlcool

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Lessico

sm. (pl. alcoli o alcool) [sec. XIX; arabo al-kuḥl, polvere di antimonio usata per annerire le ciglia].

1) Composto organico che deriva formalmente dagli alcani, dagli alcheni e dagli alchini per sostituzione di un atomo di idrogeno con un gruppo -OH: in tal modo, dal metano, CH4, deriva l'alcol metilico o metanolo, CH₃OH; dall'etano, CH₃CH₃, l'alcol etilico o etanolo, CH₃CH₂OH, ecc.

2) Nella lingua comune si adopera di solito nel senso di alcol etilico, con riferimento all'uso che ne viene fatto tanto in medicina quanto per preparare vino, birra e liquori. Per estensione, bevanda alcolica: non sopporta l'alcol prima dei pasti. Alcol denaturato: alcol etilico di uso industriale, cui si aggiungono sostanze di gusto sgradevole per impedirne il consumo a fini alimentari. Alcol assoluto: si definisce così l'alcol anidro.

Chimica

Il nome degli alcoli nella nomenclatura chimica ufficiale si deriva da quello del corrispondente idrocarburo sostituendone la desinenza con il suffisso -olo. In pratica si danno agli alcoli nomi d'uso aggettivando il nome dell'alchile corrispondente: per esempio, il metanolo viene chiamato alcol metilico, l'etanolo alcol etilico. Dal propano e dagli idrocarburi a numero di atomi di carbonio maggiore possono derivare alcoli isomeri tra loro diversi per la differente posizione nella molecola del gruppo –OH (spesso indicato come ossidrile alcolico): tale posizione deve perciò venire indicata, il che si effettua precisandola con il relativo numero, come per i due alcoli che derivano dal propano:

Gli alcoli che derivano dagli alcheni e dagli alchini sono stabili solo quando l'ossidrile alcolico non è unito a un atomo di carbonio che porti il doppio o il triplo legame: così, mentre l'alcol allilico o 3-propenolo è un composto stabile, il 2-propenolo non può essere in alcun modo ottenuto perché immediatamente si trasforma nell'isomero acetone:

A seconda del numero di atomi di idrogeno uniti a quelli di carbonio che porta l'ossidrile alcolico, gli alcoli si classificano in primari, secondari e terziari che, indicando con R un generico alchile unito all'atomo di carbonio alcolico, sono rappresentati dalle formule:

Il fatto che l'alcol sia primario, secondario o terziario induce importanti differenze di comportamento chimico: per azione degli ossidanti gli alcoli primari si trasformano infatti nelle corrispondenti aldeidi R-CHO, a loro volta facilmente ossidabili ad acidi carbossilici R-COOH; gli alcoli secondari si ossidano a chetoni R-CO-R, mentre gli alcoli terziari sono assai resistenti agli ossidanti e si ossidano solo in condizioni energiche fornendo, a differenza degli altri, composti a minor numero di atomi di carbonio che derivano dalla frammentazione della loro molecola a opera dell'ossidante. Il metanolo, l'etanolo e i due propanoli isomeri si presentano come liquidi mobili, incolori, dal caratteristico odore non sgradevole: gli alcoli a 4, 5 e 6 atomi di carbonio presentano invece tutti un odore soffocante e acre, che si va gradualmente attenuando con il crescere del peso molecolare fino agli alcoli a 14-16 o più atomi di carbonio, che sono praticamente inodori e solidi a temperatura ambiente. Gli alcoli inferiori si rinvengono negli organismi viventi solo in piccola quantità, ma quelli fino a cinque atomi di carbonio vengono più o meno abbondantemente prodotti in processi di fermentazione, nei quali si formano dai processi vitali di microrganismi a partire soprattutto dagli idrati di carbonio. I grassi di molti animali e le cere di origine animale e vegetale contengono poi percentuali anche elevate di alcoli a lunga catena, liberi e sotto forma di esteri, come l'alcol cetilico C₁6H₃₃OH dello spermaceti, il grasso del capodoglio. Il metanolo, l'etanolo e i propanoli sono miscibili con l'acqua in ogni rapporto: nei termini successivi la solubilità in acqua va gradualmente diminuendo fino ad annullarsi o quasi per gli alcoli a 10 o più atomi di carbonio. Il punto di ebollizione e la volatilità degli alcoli aumentano regolarmente con l'aumentare del numero di atomi di carbonio della loro molecola; quelli secondari, e ancor più quelli terziari, bollono a temperatura inferiore rispetto agli isomeri primari. Il punto di ebollizione degli alcoli è molto più elevato di quello degli idrocarburi dai quali essi derivano: così, il metano è gassoso a temperatura ambiente e alla pressione atmosferica liquefà a –164 ºC, mentre il metanolo bolle a 64 ºC. Questo comportamento si interpreta con il fatto che allo stato liquido le molecole degli alcoli esplicano reciprocamente forze attrattive di notevole intensità del tipo di quelle che si riscontrano nel caso dell'acqua liquida e che derivano da analoghi fattori strutturali. L'atomo di idrogeno dell'ossidrile alcolico presenta un sia pur debolissimo carattere acido e può venir sostituito dai metalli con la formazione dei corrispondenti alcossidi. Gli alcoli da uno a quattro atomi di carbonio, in particolare il metanolo, l'etanolo, l'isopropanolo e l'1-butanolo rivestono grande importanza industriale e vengono prodotti su vastissima scala ciascuno con un suo metodo particolare. Gli alcoli da dodici a diciotto atomi di carbonio vengono utilizzati come prodotti di partenza per la preparazione di detergenti e di agenti emulsionanti e tensioattivi: allo scopo, si parte dai corrispondenti acidi grassi, estratti dai grassi naturali, riducendo il gruppo –COOH dell'acido a gruppo alcolico primario:

Tossicologia

Intossicazioni ad andamento acuto o cronico sono legate al vasto impiego industriale di alcuni alcoli, utilizzati per le loro proprietà solventi, refrigeranti o anticongelanti. Gli alcoli che maggiormente interessano la medicina del lavoro sono il metanolo, l'etanolo, il propanolo e l'isopropanolo, gli alcoli butilico e amilico primari, secondari e terziari e i glicoli (il glicole etilenico, in particolare). Il quadro dell'intossicazione varia in rapporto al tipo di alcol ed è largamente influenzato dalla durata e dall'intensità dell'esposizione all'agente tossico. Le intossicazioni di maggiore gravità sono caratterizzate da seri danneggiamenti della funzionalità epatica e renale e da manifestazioni depressive a carico del sistema nervoso centrale. In particolare, l'intossicazione da metanolo provoca nausea, vomito, insufficienza respiratoria e seri disturbi visivi, in quanto i suoi metaboliti (acido formico) sono altamente tossici per la retina e il nervo ottico.

Bibliografia

C. M. De Puy, K. M. Rinehart jr., Introduction to Organic Chemistry, New York, 1967 (trad. it. di G. Russo, Fondamenti di chimica organica, Milano, 1971); Autori Vari, Enciclopedia internazionale di chimica, Roma, 1969; R. Fusco, G. Bianchetti, V. Rosnati, Chimica organica, Milano, 1969.

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