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Arago, Caune de l'-

grotta nei Pyrénées-Orientales vicina al villaggio di Tautavel, 19 km a NW di Perpignano. Nota fin dal 1838 per i suoi resti paleontologici, la Caune de l'Arago fu scavata nel 1948 da J. Abelanet che vi rinvenne per la prima volta industrie paleolitiche. Oggetto, dalla seconda metà del sec. XX, di scavi sistematici, contiene un importante deposito preistorico costituito da diversi suoli di abitato del Paleolitico inferiore, inglobati in circa 11 m di sedimenti. L'industria litica, estremamente abbondante, è attribuita per lo più al Tayaziano arcaico (sequenze inferiori I e II), mentre livelli dell'Acheuleano medio sono presenti alla sommità della sequenza superiore III. Lo strumentario tayaziano, ricavato per lo più da quarzo e selce, è caratterizzato da numerosi manufatti su ciottolo, rari bifacciali, media quantità di raschiatoi e frequenti punte di Tayac, punte di Quinson, intaccature e denticolati; la tecnica levalloisiana, assente nel Tayaziano, compare nei livelli acheuleani. Numerosi resti umani sono stati rinvenuti nei suoli di abitato, in particolare nel suolo G (datato a circa 320.000 anni) e nel suolo F (datato a circa 220.000 anni), insieme a resti di faune della fase media del Pleistocene medio, con oscillazioni del clima da temperato-caldo a freddo e secco. Inseriti nel gruppo degli Anteneandertaliani, questi resti sono stati assimilati da alcuni autori a Homo erectus europeo mentre altri li inquadrano tra le forme arcaiche di Homo sapiens neanderthalensis.

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