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Argonàutiche

poema di Apollonio Rodio (sec. III a. C.) in quattro libri, pari a 5835 esametri. Narra la spedizione degli Argonauti, guidati da Giasone, alla conquista del vello d'oro, custodito nella Colchide presso il re Eeta. Il racconto procede per singoli episodi, densi di erudizione mitologico-geografica e dominati dalla preoccupazione di imitare e interpretare dottamente Omero; solo nell'episodio dell'amore di Medea per Giasone l'ispirazione del poeta acquista sentimento e calore. Al poema si ispirarono Catullo per il lamento di Arianna e Virgilio per la figura di Didone; attraverso la mediazione virgiliana, le Argonautiche furono imitate da Valerio Flacco nel poema omonimo.