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Borgomaro

comune in provincia di Imperia (16 km), 209 m s.m., 23,24 km², 842 ab. (borgomaresi), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro dell'alta valle del torrente Impero, sul pendio sudorientale del monte Grande. Appartenne ai signori del Maro, ramo dei conti di Ventimiglia che nel 1455 lo vendettero ai Lascaris di Tenda. Questi, vassalli di Emanuele Filiberto di Savoia che aveva acquistato il feudo nel 1573, furono insigniti del titolo di marchesi nel 1590.§ Sopra un'altura si trovano i ruderi del castello di Maro, smantellato nel 1625. La parrocchiale di Sant'Antonio, eretta nel sec. XV e ricostruita in età barocca, conserva altari del sec. XVII e un polittico cinquecentesco raffigurante i due santi proveniente dalla pieve dei Santi Nazario e Celso. Quest'ultima, di costruzione romanica, fu riedificata alla fine del sec. XV e rimaneggiata in epoca barocca. § Particolarmente attiva è l'olivicoltura, affiancata dalla viticoltura e dalla floricoltura; a Ville San Pietro è praticata la distillazione della lavanda. Tradizionale è la lavorazione del ferro battuto. § A Conio permangono tratti delle mura medievali e, tra i resti del castello dei conti di Ventimiglia, un architrave scolpito nel sec. XV. La chiesa di San Maurizio, fuori dell'abitato, è stata riedificata nel sec. XV su una fabbrica romanica cui appartengono la porta e la base del campanile (sec. XI). In località Candeasco è la parrocchiale di San Bernardino, di origine medievale, ma rimaneggiata in forme barocche nel 1718 e restaurata nel sec. XX; a San Lazzaro Reale si trovano un bel ponte trecentesco e la parrocchiale, con un trittico del sec. XV.

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