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Brunei (sultanato)

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(Negara Brunei Darussalam). Sultanato dell'Asia sudorientale, (5.765 km²). Capitale: Bandar Seri Begawan. Divisione amministrativa: distretti (4). Popolazione: 406.200 ab. (stima 2009). Lingua: malese (ufficiale), cinese, inglese. Religione: musulmani 67,3%, buddisti 9,1%, cristiani 7,7%, altri 15,9%. Unità monetaria: dollaro di Brunei (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,920 (30° posto). Confini: Mare Cinese Meridionale (N), Stato di Sarawak (E, S e W). Membro di: APEC, ASEAN, Commonwealth, OCI, ONU e WTO.

Generalità

Il sultanato del Brunei, costituito da due piccole porzioni di territorio circondate dalla Malaysia Orientale (che ne interrompe anche la contiguità territoriale), si trova sull'isola del Borneo da cui deriva il nome stesso dello Stato. Coinvolto passivamente nelle spartizioni coloniali successive alla conquista ottocentesca di quelle terre, il Brunei si rivolse alla dominazione inglese sperando di mantenere uno statuto di maggiore indipendenza. Il legame con il governo britannico ha lasciato segni evidenti nel Paese anche dopo la fase di decolonizzazione: come in tutti gli Stati non ancora completamente affrancati dall'eredità coloniale, questa condizione si è tradotta in un presente caratterizzato, da un lato, da una eterogeneità etnica e culturale, dettata anche dai profondi legami con la Malaysia; dall'altro, da una propensione economica ai traffici commerciali, nello stesso tempo stretta tra interessi contrastanti (locali, regionali e transnazionali); dall'altro ancora, da una certa instabilità dal punto di vista sociale e politico, nonostante l'elevato livello di vita degli abitanti, dovuta al difficile processo di modernizzazione delle strutture statali in un contesto per certi versi ancora rigidamente tradizionale, come testimoniano i 500 anni di continuità governativa della dinastia Bolkiah. Parallelamente, l'impegno del Paese nel tentativo di superare le criticità interne si è rivelato particolarmente intenso: i maggiori interventi registrati hanno riguardato per esempio l'istruzione, al fine di formare anche una manodopera locale preparata; il sistema sanitario, esteso gratuitamente a tutti gli abitanti; una notevole quota di incentivi ed esenzioni fiscali nei settori non legati allo sfruttamento degli idrocarburi, al fine di accrescere le potenzialità delle piccole e medie imprese private e diversificare l'economia.Indipendente dal 1º gennaio 1984 nell'ambito del , già protettorato britannico.

Lo Stato

Già protettorato britannico, indipendente dal 1º gennaio 1984 nell'ambito del Commonwealth, il Paese è governato da un sultano, capo dello stato e primo ministro, nelle cui mani si concentrano tutti i poteri, coadiuvato da 4 Consigli: religioso e privato (entrambi a carattere consultivo), dei ministri (assistono il sultano nell'esercizio del potere esecutivo) e di successione (che decide, in caso di necessità, l'avvicendamento al trono). Il potere legislativo è esercitato con l'ausilio del Consiglio legislativo. Il dettato costituzionale, risalente al 1959, è stato emendato nel 1965 e nel 2004, ma nel 2005 il sovrano ha eliminato le modifiche, che riguardavano il numero dei membri del Consiglio legislativo precedentemente portati a 45. La monarchia è ereditaria. Il sistema giudiziario in uso nel Paese si basa sulla legge britannica e su quella islamica ed è articolato secondo tre gradi di giudizio: le Corti di magistrati e dei tribunali religiosi (livello inferiore); le Corti d'Appello (secondo grado); l'Alta Corte (livello superiore) che ha competenze civili e penali illimitate. La pena di morte è formalmente in vigore. Le forze armate sono divise nelle tre armi tradizionali (esercito, aviazione, marina) e il servizio di leva è effettuato su base volontaria. L'istruzione impartita nel Paese è obbligatoria e gratuita per 12 anni a partire dai 5 anni d'età. La scuola primaria ha una durata di 6 anni e ha inizio a 6 anni d'età. La scuola secondaria generalmente inizia a 12 anni d'età, dura 7 anni e comprende un primo ciclo 5 anni, obbligatorio, e un biennio di indirizzo, propedeutico agli studi superiori e universitari; gli insegnamenti islamici sono parte integrante del programma scolastico. Nonostante l'University of Brunei Darussalam sia stata fondata nel 1985, ancora molti studenti scelgono di intraprendere gli studi universitari all'estero. Lo Stato, impegnato da diversi decenni nel miglioramento del sistema scolastico, ha intrapreso diversi misure atte a sostenere l'istruzione nel Paese, tra cui la costruzione di scuole in zone periferiche e la copertura di una serie di spese, come i costi di trasporto e alloggio per gli studenti che vivono lontano dalla scuola entro un raggio stabilito e parte dei costi sostenuti dagli studenti residenti all'estero. Anche grazie a questi provvedimenti, il tasso di analfabetismo Brunei è abbastanza contenuto (5% nel 2008).

Territorio: geografia fisica

II Brunei comprende 2 piccoli territori situati sulla costa settentrionale dell'isola del Borneo, affacciati a N al Mar Cinese Meridionale e geograficamente inseriti nello Stato di Sarawak. Il Paese si estende lungo la pianura costiera tra il corso del fiume Baram e la baia del Brunei. Alla fascia costiera, spesso paludosa e orlata da mangrovie, seguono all'interno una limitata zona a colture lungo i primi rilievi della Banjaran Crocker (la catena costiera della Malesia che si allunga tra Sarawak e Sabah) ed estese foreste. Il clima del Paese è tropicale, mitigato tuttavia dalla presenza del mare. Le precipitazioni sono abbondanti, principalmente nella stagione dei monsoni.

Territorio: geografia umana

La popolazione è formata in prevalenza da malesi (66,3%); vi sono anche gruppi di cinesi (11,2%) e di indiani Tamil (10,7%); l'interno del Paese è abitato da tribù autoctone (Dayak ecc.). I cinesi, che costituiscono la componente più attiva e intraprendente, erano in precedenza molto più numerosi; dopo il 1990, la convivenza con la componente malese è, tuttavia, divenuta difficile: non più sufficientemente protetti all'interno del nuovo assetto politico, i cinesi hanno preferito emigrare in gran numero. La densità media è di 70 ab./km² ma la distribuzione non è omogenea: la maggior parte della popolazione vive nelle zone costiere dell'appendice più estesa, in particolare nel distretto della capitale e nelle aree urbane più che in quelle rurali. Bandar Seri Begawan (già Brunei) è l'antica capitale, situata in una pittoresca insenatura della baia di Brunei; altri centri importanti sono Seria e Kuala Belait, due città industriali sviluppatesi nei pressi di giacimenti petroliferi.

Territorio: ambiente

La foresta pluviale fornisce riparo a numerosi animali (scimmie, uccelli e rettili). Le aree protette rappresentano il 32,4% del territorio e includono riserve naturali, riserve per la fauna selvatica e i parchi nazionali Tasek Merimbun, che comprende numerosi laghi alimentati dal fiume Tutong durante la stagione delle piogge e Ulu Temburong, zona forestale che copre l'alto corso del Temburong. Nei periodi di siccità vi sono intensi addensamenti di fumo causati dagli incendi boschivi in Indonesia.

Economia

La risorsa fondamentale dell'economia del Brunei è rappresentata dallo sfruttamento degli idrocarburi (petrolio e gas naturale). Nel 1929 la Shell iniziò lo sfruttamento di un grosso giacimento di petrolio e oggi la sua esportazione permette al Paese di avere un PIL di 10.546 ml $ USA (2009), con un PIL pro capite (26.325 $ USA nel 2009) fra i più elevati del continente; lo standard di vita è particolarmente elevato. L'oscillazione dei prezzi degli idrocarburi, tuttavia, condiziona fortemente l'economia del Brunei: negli ultimi anni Novanta del Novecento, in concomitanza con la crisi dei mercati asiatici, il Paese ha vissuto un periodo di recessione e per alcuni anni (fino al 2006) ha avuto una crescita lenta, al di sotto della media degli altri membri dell'ASEAN (Associazione delle Nazioni dell'Asia del Sud-Est). In vista dell'esaurimento delle risorse petrolifere, già a partire dalla metà degli anni Ottanta, il governo ha varato una serie di piani quinquennali di sviluppo tesi a diversificare l'economia. L'agricoltura non è molto avanzata tecnologicamente e solo una piccola porzione della superficie territoriale è destinata all'arativo e alle colture arborescenti. Uno dei principali obiettivi del governo è quello di raggiungere una graduale autosufficienza alimentare attraverso l'introduzione di nuove tecniche. Si producono riso, consumato localmente, e piccole quantità di noci di cocco, manioca e frutti tropicali. Si è cominciato ad affermare anche un razionale sfruttamento delle considerevoli risorse forestali. La pesca fornisce un discreto contributo all'alimentazione della popolazione mentre l'allevamento è scarsamente sviluppato. Il settore secondario è dominato dall'estrazione onshore e offshore degli idrocarburi. Solo una piccola parte del petrolio è lavorata localmente, il resto è inviato al porto di Lutong o a Miri nel Sarawak, dove è raffinato ed esportato. Il gas naturale, estratto dal giacimento di Seria, è diretto a Lumut dove è in funzione un impianto tra i più vasti del mondo per la liquefazione del gas. Sono state, inoltre, promosse diverse attività manifatturiere attraverso la costituzione di “parchi industriali” destinati a lavorare i principali prodotti locali (petrolio, gomma e legname). I piani quinquennali hanno portato anche allo sviluppo del settore delle costruzioni, grazie agli investimenti del governo a favore delle infrastrutture; tali misure sono altresì tese ad attirare capitali stranieri da indirizzare nei campi delle nuove tecnologie, dell'informazione e dei servizi. Il turismo, in particolare l'ecoturismo, e le attività finanziarie, incentivati dalle autorità, alimentano il settore terziario, che rappresenta la metà del PIL. Il principale partner commerciale è rappresentato dal Giappone; il resto delle importazioni proviene dagli Stati Uniti e dagli Stati dell'ASEAN. A livello infrastrutturale, le arterie stradali sono poco sviluppate e collegano le città costiere, che ospitano i principali porti marittimi. Le comunicazioni interne avvengono invece attraverso le vie navigabili. L'unico aeroporto internazionale si trova nella capitale.

Storia

Il territorio del Brunei divenne nel 1888 un protettorato britannico di grande importanza per la ricchezza dei giacimenti petroliferi. Dopo la seconda guerra mondiale il Paese cominciò una politica indipendentista, ottennedo, nel 1959, un'autonomia parziale dal Regno Unito e aderendo al progetto di federazione della Malaysia fino al 1963, quando ritirò la sua adesione. Raggiunse la piena indipendenza nel 1984, ma chiese alla Gran Bretagna di lasciare sul posto un battaglione di Gurkha, a difesa delle frontiere. Nello stesso anno il sultanato entrò nell'ASEAN e nel Commonwealth. Nel 1985 venne creato il Consiglio di Controllo dell'Energia per la supervisione delle operazioni inerenti al settore petrolifero. La decisione di trasformare il Brunei in uno Stato islamico rese difficile la convivenza tra i due principali gruppi etnici (Malesi 70%; Cinesi 17%). Un certo malcontento si manifestò in particolare nella minoranza cinese (in prevalenza buddhista) che, non sentendosi sufficientemente protetta dal nuovo assetto politico, preferì emigrare. A partire dagli anni Ottanta, comunque, il sovrano Muda Hassanal Bolkiah (al potere dal 1967) sviluppava una politica di apertura con i Paesi vicini stringendo anche accordi militari con la Malaysia. Nel 1992 il Brunei aderì al Movimento dei Paesi non Allineati, firmò un trattato con gli altri paesi dell'ASEAN che prevedeva la nascita di un mercato comune e, nel 1995, il Paese entrò nel FMI. Nel 2004 il sultano permise al Parlamento di riunirsi dopo una sospensione di venti anni.

Cultura

I valori su cui ruotano l'organizzazione della vita e della cultura nel sultanato del Brunei sono quelli della tradizione islamica. Influenze animiste, induiste e occidentali costituiscono le altre componenti che hanno contribuito a rendere il Brunei ciò che appare oggi: una monarchia islamica assoluta e, allo stesso tempo, un immenso e luccicante parco delle meraviglie. La storia e le tradizioni vivono soprattutto nelle imponenti moschee (come per esempio quella di Omar Ali Saifuddien e la Jame ‘Asr hassanil Bolkiah); nei mercati (i tamu) dove si possono trovare i prodotti dell'artigianato, dalle sculture in legno agli strumenti musicali, dai gioielli ai tessuti; nei musei come il Brunei Museum, situato lungo il fiume omonimo e dotato di un'importante collezione di arte islamica, e come il Malay Technology Museum, con molte testimonianze della vita quotidiana locale e delle tecniche di lavoro utilizzate nel passato per la costruzione di case, barche, attrezzi e gioielli. Una citazione merita l'Arts and Handicraft Centre, istituto creato nel 1975 proprio per preservare e far rivivere le peculiarità e le abilità artistiche degli abitanti della regione. Esempi di abitazioni tradizionali si trovano nel Kampong Ayer, il “Villaggio sull'acqua” con le palafitte che si stendono lungo il fiume Brunei, così come eredità del passato sono le longhouse di Labi, veri e propri villaggi costituiti da una sequenza di abitazioni ininterrotta, sotto un unico tetto e con un'area comune lunga quanto l'intero edificio. Gli aspetti in cui l'Islam cede il passo alla modernità e al culto della personalità tipico delle monarchie assolute, si riscontrano, per esempio, nelle celebrazioni che ogni anno a metà luglio, e per molti giorni, accompagnano il compleanno del Sultano Haji Hassanal Bolkiah Mu'izzadin Waddaulah. La consapevolezza dell'importanza rivestita dal petrolio per il Brunei è riscontrabile nella presenza del “Monumento al miliardesimo barile” estratto nel Paese. A metà fra l'eccellenza architettonica e l'ostentazione dello sfarzo, stanno, infine, alcune costruzioni, palazzi pubblici o privati, nei maggiori centri urbani, in primis il Palazzo Reale (Istana Nurul Iman), la residenza ufficiale più grande del mondo, con le sue volte e cupole in oro.