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Càrnia

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Territorio

Regione storico-geografica (1220 km²) dell'Italia nordorientale compresa nella provincia di Udine e confinante con l'Austria; il suo nome rimanda all'antichissima popolazione dei Carni di cui fa menzione lo storico romano Tito Livio. Impervia e isolata, corrisponde all'alto bacino del fiume Tagliamento fino alla confluenza con il fiume Fella, estendendosi sul versante meridionale delle Alpi Carniche, qui culminanti nel monte Coglians (2780 m) ed è attraversata da numerosi torrenti (Lumiei, Degano con l'affluente Pesarina, But con il Chiarsò). Le valli di questi corsi d'acqua, tutti tributari di sinistra del Tagliamento, sono incise profondamente in rocce calcaree e, localmente chiamate canali (canale di Gorto, canale di San Pietro, canale d'Incaroio), solo alla confluenza con quella del Tagliamento si aprono in ampie conche dove si trovano i centri principali. Particolari condizioni climatiche (alta umidità per la relativa vicinanza del mare, esposizione ai venti freddi dell'Est) fanno della Carnia una delle regioni più piovose d'Italia. Questo comporta anche l'abbassamento dei limiti altimetrici della vegetazione: i vigneti arrivano solo fino a 400-500 m s.m., poi cominciano i boschi di faggi e di conifere, che a circa 1700 m s.m. cedono il passo ai pascoli. Anche i centri abitati permanenti si spingono a quote più basse che nel resto delle Alpi, non superando i 1000 m s.m. (con la sola eccezione di Sauris, centro di popolamento tedesco come anche Timau nella valle del But).

Popolazione ed economia

La Carnia è stata a lungo terra di emigrazione; con la fine del sec. XX la situazione demografica si è stabilizzata, grazie al turismo e alla migliore accessibilità dovuta all'autostrada A23 che tocca l'estremità orientale della regione. Unico centro urbano e capoluogo storico della Carnia è Tolmezzo, dove si trovano alcuni impianti industriali; per il resto l'economia è quella tipica delle zone montane: l'agricoltura si limita al foraggio per l'allevamento, i boschi vengono sfruttati per il legname. In decisa crescita è il turismo – favorito da un ambiente naturale ricco e molto ben tutelato – e con esso lo sviluppo di numerosi centri fra i quali Ampezzo, Sauris, Forni di Sopra e Forni di Sotto, Comeglians e Ravascletto.

Storia

Sono documentati sin dal Neolitico i Carni, che furono sottomessi dai Romani nel 115 a. C. divenendo cittadini romani durante l'impero. La Carnia appartenne nel Medioevo al Patriarcato di Aquileia e dal 1420 alla Repubblica veneta, che le riconobbe una certa autonomia; passò all'Austria nel 1797-1805, al napoleonico Regno d'Italia sino al 1814 e quindi al Lombardo-Veneto austriaco sino al 1866, quando entrò nel Regno d'Italia. Nella prima guerra mondiale vi si svolsero importanti azioni belliche. Dall'agosto all'ottobre 1944, al comando dei partigiani, si costituì in Carnia libera opponendo una fiera resistenza al nazifascismo.

E. Bevilacqua, La Carnia. Saggio di geografia regionale, Padova, 1960; T. C. I., Friuli-Venezia Giulia, Milano, 1963; M. Gortani, L'arte popolare in Carnia. Il Museo Carnico delle Arti e delle tradizioni popolari, Udine, 1965; L. Zanini, La casa e la vita in Carnia, Udine, 1968; L. Cimitan, Repertorio della narrativa di tradizione orale della Carnia, Udine, 1988.