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Carlofòrte

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comune in provincia di Carbonia-Iglesias, 10 m s.m., 50,24 km², 6444 ab. (carlofortini), patrono: san Pietro Martire (29 giugno).

Generalità

Centro delle isole sulcitane, situato sulla costa orientale dell'isola di San Pietro, che fa parte, insieme all'isola Piana, del territorio comunale; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. Immerso in un paesaggio collinare ammantato da una fitta vegetazione e circondato da spiagge bianche e rosa, cale, insenature, scogliere e grotte sul mare, è collegato con servizi regolari di trasporto passeggeri e auto con Calasetta (nell'isola di Sant'Antioco) e Porto Vesme, in Sardegna.

Storia

Il paese sorse nel 1738, per accogliere una comunità ligure proveniente dalla città tunisina di Tabarka e che dal 1736, per concessione di Carlo Emanuele III risiedeva nell'isola. Visse un drammatico episodio nel 1798, quando i pirati barbareschi catturarono centinaia di abitanti che vennero riscattati cinque anni dopo dal governo piemontese. Cinto da mura nel 1806-10, Carloforte conobbe un grande sviluppo nella seconda metà dell'Ottocento, grazie all'industria delle saline, alla pesca del tonno e soprattutto alle attività portuali legate al trasferimento dei minerali estratti nel Sulcis.

Arte

L'abitato ha caratteristiche case in stile ligure, con le alte facciate dipinte a colori vivaci, e conserva un'impronta ligure anche nel dialetto, nella cucina e nelle tradizioni. La parrocchiale di San Carlo Borromeo (1738 e restaurata nel 1755), rievoca nello stile quella di Pegli. La chiesa di San Pietro e l'oratorio della Madonna dello Schiavo furono erette nel Settecento in forme tardobarocche. Nella parte alta del paese si conservano intatte le antiche mura di cinta, il forte e la porta del Leone. Nel fortino Carlo Emanuele III, eretto nel 1738, è ospitato il Museo Civico. Sull'isola Piana si possono ancora osservare gli stabilimenti un tempo dedicati alla lavorazione del tonno.

Economia

Moderne strutture ricettive, sportive, ricreative e l'attrezzato porto sostengono il fiorente turismo balneare, di villeggiatura ed escursionistico, soprattutto al villaggio dei minatori, all'oasi Lipu e alle saline dismesse, diventate l'habitat favorito da numerose specie di uccelli acquatici, tra cui i fenicotteri rosa. Conservano una certa importanza la pesca e la cantieristica navale. L'agricoltura produce prevalentemente uva e ortaggi; si pratica l'allevamento ovino e caprino.

Curiosità

Il 29 giugno, nella ricorrenza del santo patrono, si svolge una suggestiva processione a mare, con le barche dei pescatori riccamente addobbate.