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Caterina Benincasa

(Caterina da Siena). Santa e dottore della Chiesa (Siena 1347-Roma 1380) . Figlia di Iacopo Benincasa, fin dai primi anni mostrò una propensione alla preghiera e alla solitudine e a sette anni fece voto di verginità. A sedici anni, contro il volere dei familiari, si fece terziaria dell'ordine di San Domenico, portando l'abito delle religiose ma rimanendo nella casa paterna dove trascorse alcuni anni in assoluto isolamento. La sua straordinaria santità, le pratiche del più rigoroso ascetismo unitamente alla preghiera e alla contemplazione, la dedizione nel soccorrere poveri e ammalati, fenomeni paranormali come estasi, visioni, levitazioni, guarigioni e conversioni miracolose, fecero sì che attorno a lei si riunisse un gruppo di discepoli sempre crescente, tanto da formare una famiglia spirituale (i “caterinati”) la cui influenza non tardò a estendersi, anche fuori da Siena. Giudicata dal Capitolo generale dei Domenicani riunito a Firenze, la sua ortodossia venne pienamente riconosciuta. Caterina ricevette le stigmate (1375), che però furono visibili solo alla sua morte. Come dimostrano i suoi scritti (ca. 400 Lettere e il Dialogo della Divina Provvidenza), vero tesoro di misticismo e spiritualità, la sua dottrina teologica così come tutta la sua vita, ebbe come idea animatrice la fede: il suo stato religioso era contemporaneamente mistico-contemplativo e attivo, la fede enunciato misterioso e verità emozionante, la grazia accrescimento interno e vitale della ragione. Caterina appare, ancor prima che terziaria domenicana, una rappresentante di quella vasta famiglia spirituale di pie donne, soprattutto benedettine, che per tutto il Medioevo volsero ogni loro preghiera e sforzo materiale alla vita della Chiesa. La missione di cui Caterina si sente investita sembra sproporzionata alle forze di una semplice religiosa, ma agiografia e storia coincidono proprio nei rapporti della santa con il papato. Caterina chiese a Gregorio XI una crociata, decretata nel 1373 ma resa impossibile dalla guerra tra la Santa Sede e Firenze. Convinta che la pace sarebbe tornata solo con il ritorno del papa a Roma, nel 1376 Caterina intraprese a questo scopo un viaggio ad Avignone. La sua missione si svolse tra difficoltà, derisioni, interrogatori, ma Gregorio XI si decise ad abbandonare Avignone. Scoppiato lo scisma d'Occidente (1378), su richiesta del pontefice Urbano VICaterina si recò a Roma e quivi si adoperò con ogni mezzo in suo potere per la salvezza e la riforma della Chiesa: inviò lettere appassionate a tutti i potenti d'Europa perché fosse restaurata la pace e l'unità dei cristiani. Morì a soli 33 anni e venne sepolta in S. Maria sopra Minerva: la testa più tardi venne portata a Siena, nella chiesa di S. Domenico. Fu canonizzata da Pio II nel 1461, nel 1939 fu proclamata insieme con S. Francescoatrona d'Italia. Nel 1999 è stata proclamata da Giovanni Paolo II compatrona del continente europeo, con Edith Stein e Brigida di Svezia. La sua festa cade il 30 aprile.

P. Chiminelli, Santa Caterina da Siena, Roma, 1941; Bihlmeyer-Tuechle, Storia della Chiesa, vol. III, Brescia, 1958; E. Bergadano, Caterina da Siena, Cinisello Balsamo, 1985.